Zona
Calda
In questa sezione del sito ESTRAPOLIAMO le notizie che riteniamo
decisamente interessanti sulle quali è necessario soffermarsi un pò di più....
Per una visione generale delle notizie vi rimandiamo alla sezione” LA STAMPA

Il primo passo dopo i bombardamenti del MACFRUT
Dopo l’attacco sferrato al MACFRUT di Cesena da parte di Coldiretti, la cooperazione fa un passo verso la fusione degli uffici amministrativi delle tre centrali cooperative, BENE!!!
Ma questo deve essere solo
il primo passo di un lungo cammino che deve portare anche alla
fusione di parecchie cooperative, come dice il Presidente Gardini di
Fedagri (il quale ha copiato lo slogan proprio da noi del GTA ) MENO
COOPERATIVE, PIù COOPERAZIONE.
Però abbiamo come la
sensazione che si faccia più a livello nazionale che a livello
locale (provinciale). Confcooperative Ravenna è ferma nella
sua staticità, sembra non gradire molto ciò che si fa a
livello nazionale, …..paura di perdere la
“poltrona”????
Sembrano più orientati a
continuare ad andare d’accordo con i dirigenti di certe
professionali che con i propri soci, siamo fortemente deficitari di
cooperazione.
2
COMANDAMENTI FONDAMENTALI PER ESSERE UN BUON AMMINISTRATORE
(CONSIGLIERE COMPRESO) E UN BUON COOPERATORE!!!
1)
RENDERE PARTECIPI I SOCI ALLA "VITA" DELLA COOPERATIVA
2)
FAVORIRE LA COOPERAZIONE TRA DIVERSE COOPERATIVE
....QUANTI
POCHI COOPERATORI CHE ABBIAMO!!!!
Il Contadino con il computer
Ps. Ho la
sensazione che in Confcooperative Ravenna siano stretti in una
morsa:
Da una parte le associazioni soprattutto quella dipinta di
giallo, dall’altra FEDAGRI E CONFCOOPERATIVE nazionale!
Se
stringiamo non so quanto “succo” salti fuori!!!!!!!!!!


MACFRUT
Dopo il MACFRUT, non si
deve tornare indietro ora i cooperatori gialli si devono decidere,
BASTA barcamenarsi tra cooperazione e Coldiretti, e in più
adesso vedremo se Marini sarà coerente o le sue sono solo
chiacchiere, e quindi quelle dichiarazioni avranno effetto
BOOMERANG!!!
……Ma
ora la cooperazione che farà?????????
Parte
da Forli'-Cesena l’unita' di azione delle Organizzazioni
Professionali Agricole
Come già
anticipato qualche giorno fa (vedi
precedente articolo),
nell’ambito del programma per la semplificazione delle
procedure amministrative che riguardano le imprese agricole, avviato
dalla Provincia di Forlì-Cesena, i Presidenti delle quattro
Organizzazioni Agricole (Claudio Canali – Confagricoltura;
Primo Casadei – Copagri; Maurizio Solfrini – CIA; Filippo
Tramonti – Coldiretti) hanno avviato, per la prima volta in
Italia, un programma di integrazione per sviluppare in modo unitario
le politiche di settore.
"Dopo la positiva ed utile
esperienza del documento unitario sviluppato per il settore
ortofrutticolo, grazie al supporto operativo dell’Assessorato
alle Politiche Agroalimentari della Provincia di Forlì-Cesena,
l’obiettivo è ora quello di rendere strutturale l’unità
di azione delle quattro Organizzazioni", spiegano i quattro
Presidenti.
"Le proposte di politica agricola –
aggiungono - devono partire dalla realtà del mercato e delle
imprese: le grandi politiche di sviluppo sono disegnate a Bruxelles
ed a livello nazionale devono essere tradotte in strategie e
progettualità per le imprese, mentre dall’altra parte è
necessario far arrivare ai tavoli comunitari le esigenze e proposte
del territorio".
"La politica agricola costruita
solo nei tavoli istituzionali nazionali risente della parzialità
delle visioni di politica di rappresentanza, col rischio di essere
autoreferenziale, trovando quindi difficoltà a collegare
dimensione europea e strategie locali per questo è sempre più
necessario far partire le proposte dal territorio, cioè dalle
imprese".
Il piano lanciato dai quattro presidenti parte
dalla considerazione che non esiste una sola agricoltura ma ogni
settore agricolo rappresenta una economia a sé con diverse
criticità, opportunità, quadri normativi ed aspetti
tecnico-economici, spesso con conflittualità fra settori
diversi.
Per questo il nuovo quadro organizzativo delle
quattro Organizzazioni agricole prevede la costituzione di Comitati
unitari per ciascun comparto agricolo (frutta, ortaggi, bovini,
suini, avicolo, vino, ecc..) costituiti da direttori delle
Organizzazioni dei produttori e cooperative, direttori di strutture
commerciali private ed imprenditori di riferimento. Il comitato
opererà in modo unitario fra le quattro Organizzazioni
agricole con il coordinamento di un tecnico esperto e il supporto
dell’Assessorato alle Politiche Agro-alimentari della Provincia
di Forlì-Cesena , col fine di sviluppare le politiche e
proposte di azione specifiche per ciascun settore.
COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO
CONFAGRICOLTURA COLDIRETTI CIA COPAGRI
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Roma, 29 luglio 2011
AGRICOLTURA: DOCUMENTO ORGANIZZAZIONI SU CRISI ORTOFRUTTA
In considerazione della grave crisi di mercato che sta attraversando il settore ortofrutticolo, con particolare riferimento alle pesche e alle nettarine, le quattro organizzazioni agricole, Confagricoltura, Coldiretti, Cia e Copagri, hanno predisposto un documento comune. Le organizzazioni agricole hanno condiviso che la crisi è dovuta ad una componente congiunturale e soprattutto a fattori strutturali in quanto si sono dimostrate inefficaci le misure relative alla programmazione, commercializzazione e promozione che hanno favorito prevalentemente, ancorchè indirettamente, il sistema della distribuzione.
Pertanto, secondo le organizzazioni, è necessario intervenire con un piano di ristrutturazione del settore che preveda un adeguamento della strategia nazionale dell’attuazione dell’organizzazione di mercato dell’ortofrutta, che tenga conto in particolare della prevalenza delle risorse destinate alle fasi di produzione agricola. Occorrono, inoltre, l’attivazione di un fondo mutualistico per affrontare le crisi, lo sviluppo di polizze multirischio, una riconversione varietale, la ristrutturazione delle attività commerciali delle organizzazioni dei produttori per evitare conflitti e concorrenza, rivedendo la normativa nazionale per la loro costituzione unicamente su base agricola, una migliore trasparenza della filiera commerciale, la razionalizzazione delle modalità di confezionamento, la definizione di un soggetto nazionale che in trasparenza asseveri le previsioni produttive, di mercato e di consumo, misure il contrasto alla concorrenza sleale e il sostegno nei confronti di Bruxelles dell’aumento dell’indennità di ritiro.
Le organizzazioni agricole ritengono urgentissimo un autorevole intervento del Ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali nei confronti della Grande Distribuzione Organizzata (Gdo) finalizzato a sottoscrivere l’accordo interprofessionale pesche e nettarine, a regolamentare l’uso del sottocosto e della scontistica e a ridurre i tempi di pagamento sui prodotti deperibili. Inoltre è necessario che il Ministero per le Politiche agricole, alimentari e forestali, con il coinvolgimento delle Regioni, attivi tutti i meccanismi previsti dalla regolamentazione comunitaria per le crisi di mercato. Nella difficile situazione di crisi vanno peraltro agevolati gli interventi sul credito a favore delle aziende agricole.
Allegato: documento congiunto


La strada da percorrere!!!
Questa è la strada da percorrere per il mondo cooperativo, l’unità !!!
Potrebbe essere molto forte davanti alla politica, e far pesare il numero di lavoratori che possiede.
Si vede già anche da questo articolo che farebbe “paura” alla politica un’azione simile!!
Forza e avanti e confcooperative vada per questa strada e lasci perdere le “zavorre coldirettiane”!!!!





I nostri commenti su tutti e due gli articoli dicono tutto è spiegato benissimo.
Ora che tutti (a parte il PD) si sono dichiarati contrari alla centrale hanno un occasione ghiotta per far vedere di che pasta sono, li aspettiamo tutti al varco dell’assemblea regionale.
Il fronte del NO , si prepari per tempo, per la riunione dell'assemblea regionale, che ratificherà l'ok all'inceneritore di Russi! Questa volta, non nessuno avrà scusanti! Si potrà vedere chiaramente, da che parte stanno! Il consiglio regionale dell'Emilia Romagna, che è costituito da 50 consiglieri, ha solamente 23 componenti del PD ! Siccome, è l'unica forza politica, che continua a sostenere il progetto dell'inceneritore di Russi, sarà abbastanza facile, fare un fronte comune, per fermare una tale follia…o NO???
Anche se tale decisione fosse presa solo dopo le elezioni ,si ricordino i signori seduti in consiglio regionale che noi trasversali non abbiamo LA MEMORIA CORTA ci ricorderemo delle posizioni prese !!!!


Onore a l’unico del PD che ha avuto il coraggio di dire come la pensa, poteva farlo prima, però ha ammesso l’errore e ha anche avuto il “coraggio” di andare a protestare!
Che poi la centrale si accenda tra 2 anni vedremo finché non vedo non credo e noi dobbiamo credere che non si faccia.
Piccola nota di Dosi Andrea , poche settimane fà o avuto un colloqui con il segretario del Pd di Cotignola e anche lui ha ammesso che la centrale è una stronzata . ora vedremo se sarà coerente oppure verrà “manipolato”!!!

Ops!!! che sta succedendo....”l'impero giallo” scende a patti????
Forse forse tutte le “legnate” che Tonello ha preso a Bologna il 31 gennaio, sono servite a qualcosa???
Vedremo, meglio non cantar vittoria restano sempre “inaffidabili” vedendo come si comportano sul territorio!!!
ora l'UNCI ha rimasto un passo da fare, se cooperazione è!!!!!!!!
…...a buon intenditor poche parole!!!
Commento
Finalmente è stato fatto quello che si doveva fare già da parecchi anni fa, ovvero contrastare il “potere” della Coldiretti il quale ci ha portato in questa situazione.
…..non sarà mica da quando c’è il Gesmundo che la Coldiretti fa quasi solo danni???
E poi dicono che sono ll’agricoltura italiana, infatti pensate a come l’hanno ridotta!!!
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Vi ricordate l’articolo (link
esterno) con il quale vi avevamo riferito del colpo di
mano in casa Unaprol?
Il primo dicembre 2009 l’Unaprol
convocò un’assemblea straordinaria con cui si dette il
via libera al radicale cambiamento dello statuto e del sistema di
gestione che, prima esperienza nel mondo sindacale italiano, si
definì con termine specifico: dualistico.
La gestione
Unaprol era stata a tal punto stravolta da essere di fatto assunta da
un Comitato di gestione e da un Comitato di sorveglianza, due
strutture che hanno ridotto di fatto le attribuzioni dell’Assemblea,
accentrando così ogni potere nelle mani di poche persone,
tutte – guarda caso – di estrazione coldirettiana.
Era
evidente che una simile situazione non poteva certo far piacere a
Confagricoltura. Tutti sanno bene che l’Unaprol è nata
proprio da un percorso comune portato avanti da un lato da Coldiretti
e dall’altro da Confagricoltura. Il fatto che venisse azzerata
la capacità decisionale di Confagricoltura all’interno
dell’Unione di produttori olivicoli non è stata
ovviamente accolta con il sorriso sulla labbra. E così si è
giunti inevitabilmente a un netto contrasto tra le due storiche
organizzazioni di categoria.
Va precisato, a scanso di
equivoci, che l’Unaprol si configura quale tipica
organizzazione di produttori, di conseguenza tale società è
chiamata ad esercitare inderogabilmente il rispetto delle condizioni
elencate nell’articolo 3 del D. Lg.vo 102/2005, tra cui
l’obbligo di organizzare la propria vita associativa interna in
modo da assicurare il rispetto del principio di controllo
democratico.
Nulla da sottovalutare, dunque: è in gioco la
democrazia. Già, perché non c’è decisione
che tenga quando viene meno lo spirito democratico. D’altra
parte siamo in Italia, non in un Paese in cui vige una dittatura.
Tutti sono tenuti a un comportamento adeguato, nel pieno rispetto
delle regole. Sono i presupposti per una civile convivenza.
Il
controllo democratico sulla vita amministrativa e associativa di una
grande realtà partecipativa qual è l’Unaprol non
può essere certo esercitato depotenziando il ruolo e il peso
decisionale dell’organo assembleare a vantaggio degli organi
amministrativi. I soci, in sostanza, hanno diritto a partecipare alle
decisioni assembleari, senza se e senza ma. Il confronto democratico
in sede assembleare è un presupposto dal quale non si può
prescindere. Lo sanno anche gli studenti delle superiori.
E’
un principio basilare. L’organo assembleare non può
infatti essere detronizzato e spogliato del potere decisionale su
aspetti fondamentali dell’attività sociale. Come per
esempio l’approvazione del bilancio, attraverso cui si
prefigurano tra l’altro i programmi, ma anche gli stessi campi
di intervento della società. O come per esempio la nomina
degli amministratori, a garanzia di una efficiente azione gestoria
della società.
La logica del sistema cosiddetto duale di
conseguenza non regge.
Ed ecco dunque l’ordinanza del
Tribunale di Roma dello scorso 10 dicembre 2010, con cui Maria
Rosaria Covelli, presidente relatore, e i giudici Ludovica Dotti e
Assunta Canonaco, hanno sospeso le delibere assembleari dell’Unaprol
in data 1 dicembre 2009, e in particolare:
- la delibera
assunta in sede straordinaria, di approvazione del nuovo statuto
Unaprol, con cui era stato adottato il sistema amministrativo
dualistico in sostituzione di quello tradizionale;
- e la delibera
assunta in sede ordinaria, di nomina del nuovo Collegio sindacale,
assunta in assenza di una giusta causa di revoca e, quindi, in
violazione dell’articolo 2400 del Codice civile.
L’ordinanza,
notificata all’Unaprol lo scorso 20 dicembre, non è
impugnabile.
Per la cronaca, va detto che l’inammissibilità
dell’adozione del modello di amministrazione e controllo
dualistico lo è sia rispetto al tipo di società a
responsabilità limitata, sia rispetto allo scopo consortile,
come pure rispetto alla “atipicità” del modello di
amministrazione e controllo adottato in concreto.
E non solo: va
anche riscontrata l’inefficacia della avvenuta revoca del
Collegio Sindacale prima della sua scadenza senza una giusta causa,
attraverso la nomina di un nuovo Collegio Sindacale.
A
fronte di tale ordinanza, in capo agli amministratori, e per essi al
presidente e legale rappresentante di Unaprol, Massimo Gargano,
spetta l’obbligo di iscrivere il dispositivo dell’ordinanza
nel Registro delle Imprese, al fine di garantire la conoscibilità
da parte dei terzi della intervenuta sospensione dell’efficacia
dello statuto approvato in data 1 dicembre 2009, e del ripristino dei
precedenti organi sociali. Ovviamente, la mancata ottemperanza
all’obbligo del giudice costituisce reato a carico del legale
rappresentante della Società, punito con pena detentiva e
pecuniaria, secondo l’articolo 388 del Codice penale.
Per
chi non conoscesse il significato del sistema dualistico. Questo è
stato introdotto nel nostro diritto societario dalla Germania, e
prevede la separazione tra managment (Comitato di gestione) e
azionisti e dipendenti (Comitato di sorveglianza). Il sistema
italiano, però, di fatto svuota i poteri dell’assemblea,
concentrando gran parte dei poteri di controllo e alta
amministrazione nel Comitato di sorveglianza, ma non spezza affatto
il cordone ombelicale tra i soci presenti in quest’ultimo e il
Comitato di gestione. L’anomalia è piuttosto evidente,
tanto più che, nel caso di Unaprol, non erano state chiamate
figure esterne. Il Presidente del Comitato di gestione, infatti, è
Massimo Gargano.
Come scrivevamo nel nostro articolo (link
esterno) del 5 dicembre 2009, assicurandosi il
controllo di Unaprol, la Coldiretti aveva di fatto messo le mani su
un patrimonio indivisibile di 20 milioni di euro, oltre ad avere le
mani libere nella gestione di eventuali futuri finanziamenti italiani
o comunitari.
Confagricoltura
non si è lasciata sottomettere. La battaglia legale che ha
condotto si è conclusa con la sua vittoria morale e materiale.

Per iniziare il “nostro” cambiamento cari colleghi dobbiamo partecipare a questa importante iniziativa, dove sarà presente tutto il mondo agricolo,... Coldiretti compresa, quindi partecipare è importante anche per sentire cosa ci dicono i nostri rappresentanti una volta che sono tutti presenti!!!
PARTECIPATE!!! PARTECIPATE!!! PARTECIPATE!!! PARTECIPATE!!!