SOTTO la LENTE d'INGRANDIMENTO...

l'ARGOMENTO del MOMENTO



Sezione Quote Latte



Il Ministro e questo governo non si smentiscono,

tutto all’incontrario di ciò che dovrebbero fare!!!





QUOTE LATTE, ABRATE (FEDAGRI): “NUOVO INTOLLERABILE REGALO AI PRODUTTORI FUORI REGOLA”

Fedagri chiede il rinvio della sesta rata delle multe quattordicennali e il finanziamento del Fondo di Garanzia di 45 milioni di euro


Roma, 19 novembre 2009 - “È un nuovo intollerabile regalo ai produttori fuori regola”, questo il commento di Tommaso Mario Abrate, Presidente del Settore lattiero-caseario di Fedagri-Confcooperative sulla nuova norma contenuta nella Legge Obblighi Comunitari approvata oggi dal Parlamento con voto di fiducia.

Gli splafonatori, che avevano già beneficiato nei mesi scorsi delle ingenti assegnazioni gratuite di quota – dichiara Abrate – per la campagna corrente e la prossima possono trattenere e versare in corso di campagna una parte minima del prelievo fino al raggiungimento della produzione 2007-2008, in larga parte tuttora non coperta da quota.

I produttori che hanno comperato quote e rispettato le normative dovranno invece versare l’intero importo mensile del prelievo e in caso di supero del 6% della quota perderanno definitivamente gli importi versati”.

Rilevando la gravità della nuova norma e gli ulteriori effetti distorsivi della concorrenza Fedagri chiede di rinviare il versamento dell’imminente rata 14ennale e di finanziare il fondo di Garanzia con la dotazione di 45 milioni di euro, da tempo decisi con la legge 33, in modo da consentire alla stragrande maggioranza di produttori che hanno dovuto sostenere forti investimenti per acquistare quote, di dilazionare i tempi per l’estinzione dei prestiti bancari”.




















Ecco che fine che fa il latte italiano (e non solo)!
il decreto latte del Ministro non ha risolto nulla
anzi, forse ha solo peggiorato le cose!!!!

Anche noi per farci ascoltare dobbiamo buttare via la frutta?????????





QUOTE LATTE: LAVORO SVOLTO IN COMMISSIONE E IN AULA

HA MIGLIORATO IL DECRETO, DICE SCARPA BONAZZA


- "il lavoro svolto al senato, sia in commissione agricoltura che in aula, ha consentito di migliorare profondamente il contenuto del dl sulle quote latte. tra le più importanti modifiche ricordo la priorità assegnata nel riparto delle nuove quote anche alle zone montane ed agli affittuari, la istituzione di una adeguata dotazione finanziaria del fondo da destinare ai produttori che nel corso degli anni hanno acquistato quote, l'introduzione di vincoli e di regole per garantire il rispetto degli impegni assunti dai soggetti ammessi alla rateizzazione compresa la rinuncia al contenzioso in essere. inoltre è stata approvata la proroga fino al 31 dicembre 2009 delle agevolazioni previdenziali". lo ha dichiarato, con un comunicato stampa, il presidente della commissione agricoltura del senato paolo scarpa bonazza dopo l'approvazione, con modifiche, dell'aula del senato del decreto quote latte. "la valutazione finale - ha concluso scarpa - è che, grazie al lavoro svolto dalla maggioranza e da tutti i senatori della commissione agricoltura e produzione agroalimentare, in sede parlamentare e con il dialogo costante con le organizzazioni agricole che hanno preferito il confronto costruttivo anziché demagogiche manifestazioni di piazza, sono state trovate soluzioni equilibrate ad un questione che si trascina da troppi anni".




QUOTE LATTE: POLITI (CIA) SODDISFATTO PER VOTO SENATO

POLEMIZZA CON DICHIARAZIONI DI SCARPA


- “sono dichiarazioni inesatte che mistificano la realtà dei fatti”. così il presidente della cia-confederazione italiana agricoltori giuseppe politi risponde alle affermazioni del presidente della commissione agricoltura del senato paolo scarpa bonazza in merito all’approvazione del decreto legge sulle quote latte. (vedi prima notizia) “non si può assolutamente affermare - sottolinea politi- che ai miglioramenti introdotti in sede di esame da parte di palazzo madama, abbia contribuito, indistintamente, tutto il mondo agricolo. questo non è vero. la coldiretti, ad esempio - precisa il presidente della cia - si era dichiarata favorevole ai primi emendamenti, che erano stati giudicati inaccettabili dagli allevatori. mentre sulla rinuncia dei contenziosi la stessa confederazione non si era espressa. la rinuncia, per onore della verità, è stata imposta dalla commissione bilancio e per la sua introduzione nel decreto c’è stata una grande mobilitazione della cia e di altre organizzazioni”. “su una vicenda delicata come quella delle quote latte, che coinvolge migliaia di imprese zootecniche, bisogna essere chiari e non rilasciare dichiarazioni -ha concluso politi - fuori da ogni realtà. se il decreto è cambiato è proprio per merito dell’azione condotta dalla cia e da tutte le altre organizzazioni che si sono mobilitate, con iniziative, sul territorio. il presidente scarpa bonazza lo sa benissimo. quindi, troviamo inaccettabili le sue affermazioni che non rispecchiano una reale versione dei fatti”. Quanto al contenuto del decreto politi dice: “ora il provvedimento comincia a rispondere alle esigenze degli allevatori e non produce più penalizzazioni. finalmente è prevista la rinuncia ai contenziosi per chi vuole aderire alla rateizzazione. la nostra mobilitazione sull’intero territorio nazionale, con centinaia di iniziative e presidi, ha permesso questo importante risultato. e’ una vittoria di cui andiamo orgogliosi perché la nostra protesta, condivisa con altre organizzazioni, ha permesso che non si perpetrasse un’ingiustizia verso i produttori italiani anche se occorrono ulteriori miglioramenti per renderlo effettivamente equo”. “quando si conduce una battaglia nella chiarezza e nella lealtà, senza alcuna demagogia o strumentalizzazione, ma soprattutto in difesa di migliaia di allevatori che rischiano di subire tante ingiustizie, i risultati - ha spiegato politi - si ottengono sempre. si sono comprese le motivazioni della nostra mobilitazione e così il decreto, originariamente inaccettabile, è stato corretto in molte sue parti e oggi - ha precisato il presidente della cia - possiamo dire con soddisfazione che anche in questa occasione la nostra azione sindacale responsabile ha fatto positivamente breccia”. “tuttavia, sarà importante che - ha proseguito politi - nella discussione alla camera venga migliorata la dotazione finanziaria del fondo degli allevatori che hanno investito per l’acquisto di quote, evitando che questo provochi tagli di finanziamenti ad altri settori agricoli. per questo motivo continueranno le nostre pressioni nei confronti dei gruppi parlamentari di montecitorio affinchè vengano introdotte le correzioni al decreto per dare risposte sempre più valide agli allevatori italiani. resta, comunque, negativa la mancanza nel decreto del rifinanziamento del fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali. mentre - ha concluso il presidente della cia - è un primo risultato positivo la proroga al 31 dicembre 2009 degli sgravi contributivi per le imprese agricole nelle zone montane e svantaggiate in scadenza il prossimo 31 marzo”.



QUOTE LATTE: APPROVAZIONE DECRETO IN SENATO PRIMA E

IMPORTANTE VITTORIA LEGALITA', DICE BECCALOSSI (PDL)


- “un primo ed importante passo avanti a favore della legalità e rispettoso verso chi, con impegno e sacrifici, ha sempre rispettato le regole”. lo ha detto l'onorevole viviana beccalossi, capogruppo del pdl in commissione agricoltura alla camera, commentando l'approvazione del senato alla conversione in legge del decreto riguardante le misure urgenti in materia di produzione lattiera e rateizzazione del debito nel settore lattiero-caseario, “sono particolarmente soddisfatta – ha aggiunto beccalossi – dell'approvazione dell'emendamento che impone la 'rinuncia al contenzioso' per chi accede alla rateizzazione delle multe. un emendamento che ho sostenuto fin dall'inizio dell'iter del decreto e sul quale il governo ha dato parere favorevole. ora prepariamoci a valutare se durante il passaggio alla camera dei prossimi giorni è possibile intervenire con ulteriori modifiche migliorative”. “oggi comunque – ha precisato il deputato del pdl - possiamo dichiararci soddisfatti di aver contribuito a sancire una prima ed importante vittoria del principio di legalità. in questo modo infatti viene chiarita in maniera netta la differenza tra chi ha pagato le quote, anche a caro prezzo, e chi ha prodotto latte senza rispettare la legge”. “un successo – ha concluso beccalossi – che è anche di quei produttori onesti che civilmente nei giorni scorsi hanno manifestato non per far valere i propri diritti ma per chiedere democraticamente il rispetto della normativa vigente”.




Senatore Scarpa Bonazza, ma lei è un senatore della Coldiretti o della Repubblica, e quindi di tutti i cittadini e di tutti gli Agricoltori!!!!!

Cerchiamo di evitare simili affermazioni!!!!!!











































































































































































Ecco quello che succede sulle quote latte!

Secondo il Ministro non bisogna dire bugie (art. sole 24 0re)

a leggere qui sotto sembra quasi che le bugie le racconti Lui,

mentre la Coldiretti non sembra prepararsi a prendere in giro gli allevatori suoi associati, per

fare accordi con il Ministro e ottenere quello che vuole per l’interesse dei funzionari????



Per la commercializzazione di quote fuori dai tetti consentiti dall'Ue

Quote latte, arrestati due imprenditori

Sequestrati circa 180 milioni, cento indagati. Le accuse: truffa aggravata e peculato

MILANO - Due persone sono state arrestate e si trovano ora ai domiciliari nell'ambito dell'inchiesta avviata dal pm Frank Di Maio della procura di Milano su presunti illeciti relativi alle quote latte. I due, imprenditori del settore lattiero-caseareo, sono accusati di truffa aggravata e peculato, per aver dato vita a cooperative che avrebbero commercializzato oltre 270mila tonnellate di latte prodotti fuori dalla quota consentita dall'Unione Europea.

Gli arresti si sono resi necessari «per interrompere una truffa che andava avanti da anni provocando danni alla comunità», scrive il gip Enrico Manzi nell’ordinanza di arresto per Alessio Crippa, 41 anni, della coopeerativa «La Lombarda» e per Gianluca Paganelli, 52 anni, titolare della società «La latteria di Milano», accusati di truffa aggravata e peculato nell’ambito dell’indagine sulle quote latte coordinata dal pm Frank Di Maio. Il pm aveva chiesto il carcere per entrambi gli indagati. Il giudice ha deciso per gli arresti domiciliari. L’aspetto più importante delle misure cautelari riguarda il sequestro fino a 180 milioni di euro. «La Lombarda» nel 2008 aveva già subito un sequestro dalla Corte dei conti. Inoltre c’erano state multe da parte della Regione Lombardia. Nell’ordinanza di arresto viene citata una conversazione intercettata in cui un esperto in materia dice a Crippa: «Se continuate così finirete nel penale». Le società acquistavano latte da oltre 200 aziende agricole attive in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, ed omettevano di versare le sanzioni previste per quanto prodotto oltre le quote stabilite dalla legge - 270 mila litri di latte - e la ridistribuzione di tali somme agli stessi produttori. Un'azione che, secondo gli inquirenti «comportava la connivenza di molti», come è stato spiegato in una conferenza stampa della Guardia di Finanza, che ha sequestrato beni per un ammontare di 180 milioni di euro.

I fatti contestati si collocano in un periodo compreso tra il 2003-2004 e il 2008. La Gdf ha sequestrato le due aziende di cui erano rappresentanti legali gli arrestati e beni mobili e immobili a questi riconducibili. L’indagine era partita da un esposto alla Procura. Nei mesi scorsi era intervenuta anche la Corte dei Conti che aveva stimato un danno erariale per circa 15 milioni di euro. Le società coinvolte sono indagate per la legge 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle aziende per i reati commessi dai propri dipendenti. Nell'ambito dell'operazione denominata «Golden Milk», sono un centinaio gli indagati.



Scoppia lo scandalo quote latte, truffa da 90 milioni


Milano«Questa è una cooperativa nata per aggirare il sistema delle quote». Fin troppo chiaro. Ne parlavano al telefono, ascoltati dagli investigatori. È la grande truffa del latte. Qualcosa come 270mila tonnellate prodotte e commercializzate fuori dai vincoli dell’Unione europea, dal 2003 al 2008. Una rete di oltre 200 aziende agricole in Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna che vendevano le «eccedenze», e due cooperative - la «Lombarda», rifondata sotto il nome di «Latteria Milano srl» - che gestivano l’enorme mercato in violazione delle norme comunitarie, e provocando un danno all’erario per 90 milioni di euro. Somma che avrebbero dovuto versare all’Agea, l’Agenzia governativa per l’erogazioni all’agricoltura, e che l’Europa ha poi calcolato nel versare minori finanziamenti all’Italia. Agli arresti domiciliari, ieri, sono finiti i legali rappresentanti delle due società, Alessio Crippa e Gianluca Paganelli. Le accuse sono di truffa e peculato.
Scrive il gip Enrico Manzi, nell’ordinanza di custodia cautelare, che Crippa e Paganelli avrebbero messo in piedi un «sistema mirante alla sistematica elusione della normativa», in un contesto in cui «i produttori italiani risultano penalizzati rispetto ai produttori esteri». «Si tratta - insiste Manzi - di un problema grave e che pare finalmente avviato a soluzione, tramite l’aumento delle quote spettanti all’Italia e alla successiva abolizione del sistema». Ma «ciò non toglie che fino alla data odierna, e per il passato, la sottrazione delle quote allo Stato comporta un danno gravissimo per l’amministrazione competente, con conseguente danno anche nei rapporti con la Comunità europea».
Le indagini, condotte dal Nucleo di polizia tributaria della gdf di Milano e coordinate dal pm Frank Di Maio, nascono da esposto presentato in Procura, nel quale si denunciava il sistema dei presunti illeciti. A distanza di pochi mesi, l’arresto e il sequestro preventivo di denaro e beni immobili riconducibili alle due cooperative per più di 90 milioni di euro. Ma Crippa e Paganelli non avevano a che fare solo con gli allevatori. Una sponda, infatti, era anche a Roma.
La telefonata è del 5 novembre scorso. Paganelli chiama Antonio Vizzaccaro, già commissario Agea, consulente dell’ex ministro Alfonso Pecoraro Scanio, poi rimasto nell’orbita del ministero dell’Agricoltura anche sotto Luca Zaia. Parlano di una citazione che la Coldiretti ha presentato in tribunale. E sperano in una «sanatoria». «Io sono preoccupato - dice Vizzaccaro - perché se quella cosa lì va fino in fondo si può trascinare sul penale», e «noi stiamo proprio sul filo tra l’irregolarità e l’illegalità». Di tutto questo, il consulente dice di averne parlato con «Rainieri», al secolo Fabio Rainieri, deputato della Lega Nord e segretario della commissione Agricoltura alla Camera. «L’ho detto pure a Fabio - insiste Vizzaccaro - che se tutto va come dice il ministro, poi la Coldiretti ritira anche le azioni che sta facendo». Ancora, «ho detto a Fabio che adesso è arrivato il momento di chiudere, perché sennò qualcuno impazzisce e comincia a riprendere i trattori». Poi, la rassicurazione finale. «So che il ministro (Zaia, ndr) l’avete incontrato. Ha detto che comunque a breve verrà fuori ’sto provvedimento».


Provvedimento = Decreto?????