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crisi frutta 2009

Comunicato stampa
CRISI ORTOFRUTTA, LE COOPERATIVE DI ITALIA, FRANCIA E SPAGNA PRESENTANO AL PARLAMENTO UE PROPOSTE DI RILANCIO DEL SETTORE
Francia,Italia e Spagna sono i tre principali paesi produttori di ortofrutticoli dell'UE: la produzione cooperativa rappresenta il 76% della frutta ed il 64% degli ortaggi commercializzati
Bruxelles, 10 novembre 2009 – La crisi del settore ortofrutticolo investe da mesi tutti i paesi europei e tutte le produzioni. È per questo che le organizzazioni cooperaive italiane, spagnole e francesi hanno chiesto oggi alla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo che il settore rimanga oggetto di un sostegno e di un bilancio adeguato dopo il 2013 e che resti imperniato sulle Organizzazioni di Produttori.
I rappresentanti del settore cooperativo di Francia, Italia e Spagna – che sono i tre principali paesi produttori di ortofrutticoli dell'UE: commercializzano il 76% della produzione comunitaria di frutta e il 64% di ortaggi – hanno presentato oggi, nel corso di un incontro con l’on. Paolo De Castro e altri membri della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, un documento di proposte, chiedendo che venga preso in considerazione in occasione dei prossimi dibattiti che si terranno sul futuro della Politica Agricola Comunitaria e sulle disposizioni specifiche in materia di OCM (Organizzazione Comune di Mercato) ortofrutticoli.
“Abbiamo convenuto – ha spiegato Davide Vernocchi, presidente del Settore Ortofrutticolo di Fedagri-Confcooperative – che i produttori e le loro cooperative debbano rafforzarsi in termini dimensionali e di competitività per fare fronte ad un mercato in cui la domanda è sempre più concentrata. Nello specifico, abbiamo chiesto: il mantenimento di una OCM ortofrutticoli anche oltre il 2013, dotata di un bilancio specifico per finanziare gli aiuti imperniati sulle OP e sui Programmi Operativi, l'adeguamento e miglioramento degli strumenti di prevenzione e di gestione crisi all’interno dell'OCM in previsione della campagna 2010, la definizione nel quadro comunitario di un sistema orizzontale di "gestione di crisi gravi", capace di garantire un reddito ai produttori.
“Altre proposte specifiche – spiega Gianluca Balzani di Legacoop Agroalimentare - hanno riguardato: il mantenimento delle norme di commercializzazione UE, il miglioramento delle condizioni di esportazione e l'opposizione alla liberalizzazione delle importazioni, la necessità di misure comunitarie per evitare abusi commerciali e per responsabilizzare la GDO, con l’obiettivo di garantire la copertura dei costi di produzione sopportati dagli agricoltori”.
Le organizzazioni firmatarie del documento sono: Fedagri-Confcooperative, Legacoop-agroalimentare e AGCI-AGRITAL (Italia), Cooperativas Agroalimentarias (Spagna) e FELCOOP, Federazione francese della cooperazione ortofrutticola (Francia).
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UFFICIO
STAMPA FEDAGRI – CONFCOOPERATIVE
Alina
Fiordellisi
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I produttori di pesche e nettarine accolgono positivamente la proposta di FEDAGRI
I produttori romagnoli di pesche e nettarine sono d’accordo con quanto sostiene il Presidente di FEDAGRI Cav. Paolo Bruni che c’è bisogno di regole uguali per tutti a costo anche di scelte “dolorose”.
Che saranno poi “dolorose” , vista l’annata 2009 dove non si riesce a remunerare la qualità?? Togliendo dal mercato scarti e seconda molto probabilmente avremmo avuto il doppio beneficio di “alzare” i prezzi della 1° qualità e di non raccogliere frutta che non conveniva dal punto di vista economico.
Pensiamo che se fin da luglio si fosse tolto dal mercato calibro C e seconda ne avremmo avuto sicuramente beneficio.
Per questo pensiamo che la maggioranza dei produttori non possano che essere d’accordo con quanto sostenuto dal Cav. Bruni, perché se non conviene è inutile raccogliere seconda e calibri piccoli.
Quest’anno se ci facciamo i conti a raccogliere questa frutta di seconda qualità ci rimettiamo solo come costi di raccolta, quindi come alcuni hanno fatto non andava raccolta.
Ma come dice il Cav. Bruni ci vogliono leggi e regole uguali per tutti, perché i “furbetti” usano questa merce per speculazioni ai nostri danni e sottolineiamo che chi non si attiene alle regole va duramente SANZIONATO perché è ora di finirla di “giocare” sulla “pelle” degli agricoltori!!!!
È veramente giunto il tempo di scelte forti e coraggiose, se si vuole salvare la nostra frutticoltura perché siamo già in notevole ritardo.
Si potrebbe anche pensare come sostiene Confagricoltura di usare le eccedenze a scopi energetici con l’insediamento di piccoli impianti di bio-digestione, dipende sempre se c’è il tornaconto per i produttori.
Quindi speriamo che al più presto ci si metta al lavoro per riscrivere queste regole e che la politica poi se ne faccia carico, per emanare norme (e relative sanzioni) che tutti devono poi rispettare.
Bisogna muoversi fin da subito perché nessuno si può permettere che questa crisi si ripeta anche nel 2010, già molte aziende rischiano quest’anno di “saltare” figuriamoci se anche il 2010 sarà uguale, in più non dimentichiamo che manca ancora il rifinanziamento del FSN, che se non arriverà sarà il “colpo mortale” per molte aziende agricole!
Infine i produttori auspicano che dopo la lezione 2009 ci sia veramente la voglia di cambiare le cose da parte di qualcuno (non fermarsi solo a chiedere lo stato di crisi), e ci si muova fin da subito in questo senso. I produttori sapranno sostenere chi veramente si muove in questo senso e non perdoneranno chi invece “venderà fumo” o agirà con scopi che siano diversi dagli interessi degli agricoltori (ulteriori divisioni del mondo agricolo!).
Infatti non si capisce come si faccia a sostenere da parte di alcune professionali, che venga pagato lo scarto quando non si riesce a remunerare la qualità, viene da pensare che ci siano scopi diversi dai nostri interessi di produttori.

Belle parole, dal Presidente CIA
ora vedremo se alle parole seguiranno i fatti e
si agirà in modo concreto con........ proposte concrete!!
lasciando indietro chi non perseguirà la strada del dialogo e del....concreto, poi saranno gli agricoltori a GIUDICARE!!!



Situazione FSN
La situazione è grave, neanche nel decreto anticrisi è presente l’emendamento sul FSN,
anche se pare abbiano messo 70 milioni di euro dall’articolo 68.
Mancano ancora 260 milioni circa, si rischia che arrivino delle cartelle esattoriali molto elevato e riferite anche al 2008, con la situazione di mercato che c’è non è che si sta molto freschi.
Mi auguro che se non dovessero mettere i soldi, gli agricoltori si sveglino e si “incazzino” una volta per tutte e capiscano che c’è chi non fa l’interesse degli agricoltori.
Staremo a vedere ormai il tempo è scaduto!!!