UNA DELEGAZIONE DEL COORDINAMENTO NAZIONALE DEI COMITATI AGRICOLI
AUTOCONVOCATI INCONTRA A ROMA IL DIRETTORE GENERALE DELLA RAI MEOCCI
CHIEDENDO CHE SULLE RAGIONI DEGLI AGRICOLTORI VENGA DETTA LA VERITÀ
"SIA DATA ALLE RAGIONI DEI CONTADINI ALMENO LA METÀ DELLO
SPAZIO DELLA COPPIA ALBANO-LECCISO"

Come previsto stamattina davanti alla sede RAI di Saxa Rubra si sono
materializzati i contadini in una folta delegazione di realtà mobilitate
riunite nel Coordinamento Nazionale dei Comitati Agricoli Autoconvocati.
Sono arrivati da diverse regioni di Italia: Comitato dei pastori sardi e
Sericoltori del Campidano, Tavolo Verde Sicilia e tavolo Verde Puglia,
Comitato Trasversale degli Agricoltori dell'Emilia Romagna, Comiati di
Crisi degli agricoltori da Cerignola, Grottaglie, Metapontino, Sibaritide,
Alta Irpinia, Sicilia e Alto Tavoliere, Comitato Spontaneo degli
Allevatori,  Foro Contadino Altragricoltura.
Realtà diverse e agricolture diverse, tutte, però, di fronte ad una
situazione drammatica nelle campagne italiane: quella di una crisi
profonda e strutturale che vede il rischio grande della chiusura delle
aziende agricole e allevatrici in tutto il Paese e della perdita secca di
centinaia di migliaia di addetti e posti di lavoro. I comitati oppongono
la proposta di una riforma profonda del rapporto fra agricoltura e società
rivendicando il reddito, la centralità del lavoro e la funzione sociale
dell'agricoltura.
Nei giorni in cui si sta decidendo della finanziaria al parlamento, gli
agricoltori sono arrivati a Roma forti della piattaforma che avanza
unitariamente le loro proposte, costruita mentre nel Paese si susseguono
le mobilitazioni. Mobilitazioni su cui il sistema dell'informazione ha
finora solo riservato le note nelle cronache locali, dimostrando di non
aver assunto la drammaticità della condizione nelle campagne italiane.
Sono arrivati alla RAI di Saxa Rubra in assetto da mobilitazione,
distribuendo volantini e clementine, determinati ad avere un incontro con
i dirigenti RAI per chiedere spazio alle ragioni di chi lavora la terra e
dei consumatori ponendo, quindi, un problema della qualità
dell'informazione.
L'incontro c'è stato: una folta delegazione è stata ricevuta dal direttore
generale della RAI Meocci con altri suoi dirigenti.
Oltre un'ora di incontro per spiegare le ragioni della mobilitazione. Per
raccontare come venti anni fa un quintale di grano costava 50000 Lire ed
un Kg di pane 500 Lire ed oggi un quintale di grano viene pagato agli
agricoltori 12 Euro e un Kg di pane dai cittadini anche 4 Euro. Questa
cruda realtà descrive una crisi profonda in cui qualcuno si arricchisce e
qualcun altro soccombe. Fra chi perde ci sono certamente i contadini e i
consumatori.
Un'ora di incontro per denunciare come il punto di vista di chi paga i
prezzi della crisi deve essere nominato e raccontato, che non si può
parlare in maniera astratta di agricoltura riducendola alle saghe dei
prodotti di nicchia o alle ricette di cucina, per chiedere al sistema di
informazione pubblico di fare inchiesta (come ha dimostrato di saper fare
con qualche sporadica e importante iniziativa di Report o con l'inchiesta
di "Viva il mercato"), per dire che gli agricoltori sono pronti a fare la
loro parte come segnalano le proposte che vengono dalle loro mobilitazioni
e che rifiutano la logica di un'informazione che si accorge di loro solo
quando "ci scappa il dramma di un morto come a Foggia nell'estate scorsa".
Meocci ha ascoltato e ringraziato dell'incontro sottolineandone il terreno
di confronto di merito su cui è avvenuto, dichiarando la volontà di
adoperarsi perché la realtà descritta nell'incontro trovi il modo di
essere raccontata dal servizio pubblico e perché nelle prossime settimane
la voce di chi lavora la terra abbia spazio e possibilità di esprimersi.
Un altro impegno che gli agricoltori mobilitati incassano dopo quello dei
capigruppo al Parlamento dell'opposizione a intervenire in aula alla
Camera per porre con forza la drammaticità della condizione nelle campagne
e la richiesta della dichiarazione dello "Stato di crisi" del settore.
Un altro passo verso l'obiettivo di scongiurare nel Paese il rischio
pericoloso di accettare come inevitabile e "moderna" la perdita del nostro
patrimonio di lavoro nelle campagne. Obiettivo cui i contadini chiamano a
concorrere con responsabilità l'intero sistema di informazione nazionale,
pubblico e privato.
In attesa di vedere le forze di maggioranza e di opposizione di adempiere
agli impegni che stanno già assumendo sulla finanziaria con misure capaci
di riaprire le condizioni per parlare di un futuro possibile nei nostri
campi.