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GRUPPO TRASVERSALE AGRICOLTORI Via A. Dragoni 114 – 47100 Forlì |
OGGETTO: INCONTRO CON GLI AMMINISTRATORI PUBBLICI DELLA ROMAGNA
Alle organizzazioni di rappresentanza agricola (Cia, Coldiretti, Conf.ra Copagri delle province di FC, RN, RA e comprensorio imolese.
Cari amici,
come sapete il giorno 20 marzo, su nostra iniziativa, si è svolto un incontro pubblico con gli amministratori locali. In quella occasione abbiamo raccolto alcune promesse ed impegni da parte dei sindaci presenti, su argomenti importanti che riguardano i controlli dei prodotti agricoli e dei rapporti con la GDO. I sindaci hanno chiesto di intavolare un rapporto duraturo con le rappresentanze agricole; per questo ci rivolgiamo a voi perché possiate verificare e mettere in pratica le buone intenzioni annunciate.
La nostra funzione è stata e rimane quella di essere da stimolo per portare al centro dell’attenzione i problemi che ci affliggono e non certo di gestire le problematiche quotidiane.
Crediamo quindi di fare cosa gradita inviando copia del resoconto della serata ed invitandovi a prendere contatto con il sindaco di Forlì Nadia Masini, che si è proposta quale coordinatrice delle attività citate.
Cordiali saluti
SINTESI DELL’INTERVENTO DEL SINDACO DI
FORLI’ NADIA MASINI
Precisando di aver accolto l’invito come un
segno di fiducia verso le istituzioni locali, poichè una
situazione troppo lunga di difficoltà desta sentimenti di
diffidenza e sfiducia, ma con la sfiducia non si costruisce nulla,
il Sindaco Masini ha confermato la disponibilità
dell’Amministrazione ad affrontare i problemi, a patto di farlo
con chiarezza: si devono prendere degli impegni e rispettarli ed, a
tal fine, la chiarezza è fondamentale.
La domanda sul
“Ruolo dell’Agricoltura per il Sindaco Masini è
più che legittima, poichè i dati dei redditi agricoli,
erosi di oltre 10 punti solo nel 2005, sono sconfortanti. La partita
è difficile, ma si può affrontare, lavorando insieme
per cercare di cogliere opportunità e percorsi al fine di
rilanciare un settore così importante.
Devono maturare le
condizioni, ci si può scommettere e lavorare insieme per un
dato che lega il territorio all’ambiente, alla coltura ed alla
economia.
Analizzando la situazione attuale, il Sindaco ha
sottolineato che:
1) c’è un mercato selvaggio,
quindi diventano determinanti le regole ed i]. loro rispetto;
2)
c’è un nodo qualità, per favorire la quale
occorrono investimenti in ricerca ed innovazione;
3) serve una
decisa inversione della politica nazionale, soprattutto con l’Europa;
fondamentale una unità di intenti, perchè divisi non si
va da nessuna parte, divisi si è deboli, divisi non c’è
capacità di contrattazione.
Cosa possono fare gli enti
locali? A questa domanda che si è autoposta, il Sindaco Masini
ha risposto i CONTROLLI. Ci sono vari enti ed istituzioni a
cui sono delegati i compiti di controllo, pochi fondi e di
conseguenza una azione sgranata. Gli enti locali possono cercare di
creare un coordinamento tra le varie istituzioni che devono fare i
controlli, per ottenere un più efficace ed efficiente rispetto
delle regole. Su questo punto, il Sindaco si è anche impegnato
a relazionarsi con l’ANCI, in modo da sensibilizzare il maggior
numero possibile di Comuni su questa esigenza.
Il mercato è
in forte concorrenza, servirebbero degli accordi di filiera, sui
quali i Comuni possono solo in parte far qualcosa. Occorre che gli
incontri continuino con periodicità, per poter monitorare il
punto della situazione.
Sul discorso delle biomasse, il Sindaco
Masini si è dichiarata contraria a cose estemporanee. E’
un tema importante, sul quale occorre programmare accuratamente gli
interventi, con un grande rispetto degli assetti locali, perchè
senza accordi non si produce nulla di buono e di fattibile. Però,
secondo il Sindaco Masini, nulla potrà derogare da un
principio di base:
“NON SI BRUCIANO LE COSE DI ALTRI”,
non per ideologia, ma per poter costruire intorno all’argomento
un interesse generale.
Conclude ribadendo che la crisi
agricola è grave ed è fondamentale, che non siamo di
fronte ad una lamentela vuota, ma ad una situazione reale, con
effetti drammatici.
accuratamente gli interventi, con un grande rispetto
degli assetti locali, perchè senza accordi non si produce
nulla di buono e di fattibile. Però, secondo il Sindaco
Masini, nulla potrà derogare da un principio di base:
“NON
SI BRUCIANO LE COSE DI ALTRI”, non per ideologia, ma per poter
costruire intorno all’argomento un interesse generale.
Conclude ribadendo che la crisi agricola è grave ed è
fondamentale, che non siamo di fronte ad una lamentela vuota, ma ad
una situazione reale, con effetti drammatici.
SINTESI DELL’INTERVENTO DEL SINDACO DI CESENA
GIORDANO CONTI
Dopo essersi dichiarato curioso di sentire i primi
interventi degli agricoltori, per capire che clima c’è,
esordisce dichiarando gravissima la crisi agricola e che la
politica deve farsene carico.
Il problema è reale e
molto concreto. Dopo 1 o 2 anni del genere, l’imprenditore è
costretto a chiudere. Difendersi non basta, occorre andare
all’attacco, è necessario correre più forte.
Il Sindaco Conti dice di essere orgoglioso della filiera
agro-industriale che esiste, ma devono funzionare tutti gli anelli,
compreso quella della produzione, perchè non basta solo
commercializzare, senza la produzione nulla ha senso, non solo
stasera, ma sempre.
Occorre un governo complessivo della domanda
e dell’offerta, occorre incentivare i consumi anche nel ns/
paese, occorrono regole comuni e condivise. Se al porto di
Ravenna arriva di tutto e nessuno controlla, distruggiamo tutto.
Chi deve fare i controlli?
Il Sindaco prosegue con il
racconto personale di un suo recente viaggio a Praga e della
difficoltà di trovare prodotti italiani, presenti con solo un
pò di kiwi, mentre altri paesi come Spagna e Francia erano
ampliamenti rappresentati.
Chiude domandandosi cosa conta
l’Italia in Europa. A Suo parere ci sono mancanze gravi
della politica, che ha bisogno di azioni il più unitarie
possibile.
La crisi è sempre all’ordine del giorno
della Consulta Agricola di Cesena, hanno messo a disposizione degli
agricoltori i terreni agricoli in loro possesso, sono disponibili a
discutere con la G.D.O., ma sempre e solo con la fiducia reciproca.
SINTESI DELL’INTERVENTO DEL SINDACO DI
CONSELICE E RESPONSABILE AGRICOLTURA DELL’ASSOCIAZIONE BASSA
ROMAGNA MAURIZIO FILIPUCCI
Per il Sindaco Filipucci occorre un raccordo tra
tutte le competenze. Se non si assume (responsabilizzare-farsi
carico) a livello europeo e mondiale l’agricoltura come un
settore strategico, non salviamo nulla.(norme-leggi-regolamenti).
I
Comuni non potranno reggere con gli agricoltori, è una sfida
che si sentono di sostenere, ma non da soli (anche le altre
istituzioni). Non può fare promesse, ma contemporaneamente non
è d’accordo con il discorso iniziale di Mazzotti, nel
quale si è detto che noi agricoltori abbiamo raccolto solo
parole.
Ha anche sostenuto l’importanza di non aver
aumentato il prelievo 1Cl, così come non sono state toccate le
tariffe dei servizi, ad esempio gli asili nido. Ci vanno i nostri
figli, non aumentare i costi è un modo di aiutarci.
SINTESI DELL’INTERVENTO DELL’ASSESSORE
PROVINCIALE ALL’AGRICOLTURA DI FORLI’—CESENA
GIANLUCA BAGNARA
La Provincia nell’ambito delle funzioni
delegate ai controlli deve svolgere un ruolo di fornitore di servizi.
In questa ottica e nel ruolo assunto di interlocutore degli attori
della filiera, è 8tato istituito l’Osservatorio dei
Prezzi Settimanale, che dopo essere stati rilevati, vengono
pubblicati con un confronto del prezzo pagato alla produzione. La GDO
all’inizio di queste rilevazioni, ha addirittura cacciato i
funzionari preposti; adesso qualcuno collabora e qualcuno addirittura
ne comprende l’utilità, ma qualcuno ancora osteggia
l’iniziativa, anche se nel frattempo gli addetti sono anche
stati muniti di appositi tesserini di riconoscimento.
Lo scopo
principale dell’iniziativa è cercare di far capire al
consumatore finale cosa può trovare e cosa può
pretendere.
L’Assessore Bagnara tocca il tema della nuova
istituzione riguardante la Sicurezza Alimentare, per la quale sono
già stati spesi un mucchio di soldi, ma ancora mancano in
molti casi quelle nazionali. Le direttive europee spessa percorrono
strade tortuose, con interpretazioni varie e con il rischio che il
risultato finale sia molto distante da quello iniziale. Lui ha
provveduto a mettere intorno ad un tavolo tutti i tecnici
coinvolti, compresi i veterinari, per avere una interpretazione
diretta delle normative, per far lavorare le persone direttamente sui
testi provenienti da Bruxelles, senza intermediari (per evitare che
una norma o una legge possa avere troppe e diverse interpretazioni).
Per quanto riguarda i problemi del movimento dei prodotti,
secondo l’Assessore Bagnara, si deve controllare sia la merce
in arrivo che quella in partenza.
Dobbiamo alzare barriere
sanitarie, dobbiamo insegnare le nostre regole ai produttori dei
paesi che ci fanno concorrenza.
Per la remunerazione dei
prodotti, dobbiamo portare dentro l’azienda agricola il valore
della cooperazione, occorre cioè considerare che gli
investimenti sono denaro sottratto al prezzo, per cui il ritorno
economico del prodotto conferito deve essere conteggiato con il
prezzo incassato pi il valore di impresa, cioè bisogna
modificare il sistema in tal senso.
Altresì è
necessario mutare radicalmente le forme di finanziamento, sostituendo
il prestito a breve ed il fondo perduto con mutui. ad almeno 15 anni
di rateizzazione, anche a zero interessi. Cioè va usato
diversamente il finanziamento pubblico disponibile. Non dobbiamo
inventare nulla, basta copiare gli strumenti bancari che già
esistono negli altri paesi.
SINTESI DELL’INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL’O.I.G.A. GILBERTO BUCCI
Il Presidente Bucci ha subito precisato che è
un agricoltore, che per quel che ha potuto ha messo le mani a] MIPAF
per favorire l’inserimento dei giovani in agricoltura.
La
domanda è grave: conviene fare agricoltura in Italia? Occorre
dare una risposta in fretta, perché siamo in piena
globalizzazione e dobbiamo vincere la sfida senza rinunciare a]. ns/
stato sociale.
Secondo il Presidente Bucci, molti non parlano a
sufficienza del peso dei Paesi PECO, in pratica i paesi ex—comunisti,
che hanno portato in Europa
+ 23% di popolazione
+ 20% di terreno agricolo
+
70% di aziende agricole
ma solo + 4% di ricchezza.
Sono un
peso talmente grande, che è stato necessario fare la scelta
del disaccoppiamento.
Nell’immediato, secondo il Presidente
Bucci, è fondamentale un consolidamento del debito esistente
per salvare le aziende agricole, utilizzando un valido strumento come
Agrifidi, piuttosto che preoccuparsi degli investimenti.
Infine
occorre una maggiore elasticità nei rapporti con l’Europa,
che interviene spesso a bloccare le iniziative nazionali, come è
successo per il bonus di 10 milioni che aveva ottenuto per i giovani,
che è stato impedito dall’Europa, con un conseguente
ripiego sull’ISMEA.
SINTESI DEGLI INTERVENTI DEI SINGOLI AGRICOLTORI
GHETTI MARCO — Cesena
Sulla crisi
del reddito agricolo, il vero problema è che nessun prodotto
si salva. L’unica novità che abbiamo è il Tavolo
Agro—alimentare dell’Emilia Romagna, ma è una
ricetta che già conosciamo.
La GDO è in mani
straniere per l’80% ed ormai anche moltissimi dei ns/ marchi
sono in mani. estere.
L’unica soluzione possibile per non
abbattere i frutteti, è un patto con i consumatori. che
devono lasciare i prodotti stranieri negli scaffali. Però
per ottenere questo è necessaria una informazione costante,
che va fatta tutto l’anno. Non servono e non bastano delle
campagne promozionali occasionali e sporadiche, come due pesche sullo
sdraio.
BERARDI MARIO — Molinella
In venti anni,
nella sua zona(comune di molinella), sono stati spiantati sia i
frutteti (90%)che le produzioni di asparagi, coinvolgendo una grande
quantità dl terreno. Dichiara che non ha molta fiducia nei
politici e negli amministratori, perchè promettere non costa
nulla.
La verità è che c’è ancora
troppa produzione, che l’ortofrutta va estirpata per l’80—90%.
Infine, per la GDO: non si lavora per chi non paga.
ALBERTAZZI FRANCO — Castelguelfo_
Noi siamo
abituati a lavorare, ma dobbiamo sforzarci di parlare. Tutti
dicono che ognuno deve fare la propria parte. Ma, noi agricoltori, la
nostra parte l’abbiamo propria fatta, abbiamo lavorato proprio
sodo.
E’ la parte della rappresentanza che non ha
funzionato: c’è un mondo politico, sindacale e
cooperativo che è costato moooolto ed ha prodotto molto poco.
Abbiamo creato dei baroni!(e avete mai visto dei Baroni
lavorare).
Non so se la colpa sia di destra o di sinistra, so che
anche in questi giorni di campagna elettorale, la parola agricoltura
non l’ho sentita dire.
E’ stato dimenticato il
cordone ombelicale che lega ogni uomo alla terra. Dopo la mamma,
ogni persona mangia con la terra e con i]. lavoro dei contadini.
5
anni di governo di sinistra.
5 anni di governo di destra.
Siamo
in una Regione di sinistra con tanti incarichi in agricoltura, ma
siamo in miseria. Spero dl. non sentire mai più contadini che
discutono di destra e di sinistra. Nella cooperazione, la politica
un tempo scaricava gli uomini scomodi o che non si sapeva come
usare e poi l’ICI, i costi energetici che paghiamo con le
bollette di HERA, che è una società dei Comuni, con
tutti quei balzelli e sopra tutti, aggiunta l’IVA. Ci
mettete le zavorre e ci chiedete di volare?
ROSETTI
Quando
mi è stata messa la nuova imposta 1Cl, l’ho pagata dando
fiducia alle istituzioni, ma non sono ancora riuscito a capire in
cambio di cosa la pago. Sull’ICI la questione non è
di non aumentarla! La questione vera è che non siamo più
in grado di pagar1a!
La frutta, anche con la crisi, si è
venduta ed a prezzi anche alti. Occorre più equità
nella spartizione di ciò che spende il consumatore.
Le
cooperative sono solo fumo per il socio, i listini sono penosi.
La
situazione adesso è che gli agricoltori sono vecchi, le
cooperative sono vecchie ed il socio non ha saputo crescere, ha
troppo delegato, per cui oggi tutti sono tutelati meno noi!
Bisogna assolutamente che tutti prendano atto e rispettino la
“SPESA PER PRODURRE”, questa deve essere la soglia
(partire dai costi di produzione).
MAINETTI
Perchè
si cerca di muoversi solo ora?
Mi fanno sorridere tutti, compresi
i sindacati ed i Comuni. Dov’erano prima?
C’era già
crisi quando sono state scritte le norme dell’Unione Europea e
quando sono state autorizzate le immissioni di prodotti
extra—Unione Europea.
Come agricoltore sono pieno di
rabbia.
Sto precipitando nella miseria. Di chi sono le colpe?