Comunicato
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Sabato 16 dicembre dalle ore 14,00 alle 19,00 gli agricoltori Emiliano-Romagnoli manifesteranno presso l’Ipercoop del centro commerciale ESP di Ravenna in via classicana.
Saremo presenti davanti all’entrata con vendita a prezzi di costo dei nostri prodotti ortofrutticoli, e all’interno dell’ipermercato nei pressi del reparto ortofrutta, distribuendo volantini, anche nell’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti dei nostri problemi. La scelta di manifestare il nostro disagio e le nostre ragioni di agricoltori all’ipercoop. di Ravenna, è stata fatta semplicemente per la visibilità della stessa rispetto al territorio al quale appartiene.
Il segnale che vuole dare il mondo della produzione agricola è a tutta la G.D.O nel suo complesso, non alla Coop. Italia in particolare. Questo vuole essere sottolineato al fine di evitare ogni tipo di speculazione. Il nostro disagio nei confronti della G.D.O è confermato dai dati statistici e dalla relazione annuale del Presidente dell’antitrust A. Catricalà, dal quale si evince che i prezzi degli ortofrutticoli hanno registrato dal 2000 al 2005 aumenti molto più elevati al dettaglio che alla produzione.
Inoltre se si mette in grafico l’exploit della G.D.O in Italia (per esempio in termini di superficie di vendita) negli ultimi 5 anni, vedremo che l’aumento è strettamente correlato alla diminuzione di consumi di ortofrutta. Sarà un caso che il drastico calo dei consumi (e la discrasia prezzi alla produzione/dettaglio) è iniziato quando la G.D.O ha preso possesso della maggior quota di mercato?
Noi non vogliamo certo difendere sistemi di vendita arcaici, ma sul fresco
(e specialmente sull’ortofrutta) pare che i colossi della G.D.O manchino del necessario “savoir faire” o addirittura……. “ci marcino”.
Inoltre la non sempre corretta gestione del punto vendita è un ulteriore elemento che va a discapito della qualità dei prodotti e della loro presentazione, influenzando negativamente lo stimolo all’acquisto da parte del consumatore.
Poi non dobbiamo dimenticare che l’adozione sempre più frequente delle vendite promozionali per attirare i clienti, crea un forte disorientamento del consumatore sui reali prezzi dei prodotti. A lungo andare si rischia di distorcere la realtà, ed il consumatore/cliente è portato a pensare che i bassi prezzi corrispondano ad un equa remunerazione dei prodotti agricoli.
Dunque il valore aggiunto non va nelle tasche dei produttori, anzi, alcune indagini di mercato hanno evidenziato che nel 2006 la strategia della G.D.O ha fruttato complessivamente circa 140 milioni di euro quali maggior valore, quindi “sottratto” alla produzione agricola.
Quindi pensiamo di avere alcune buone ragioni per manifestare in maniera civile tutto il nostro disagio.