Oggetto: Posizione GTA sul tema biomasse.
Le biomasse possono rappresentare un opportunità per molte aziende agricole ma non per la maggioranza di esse. In soldoni una tonnellata di biomassa ligno-cellulosica al 40% di umidità sul tal quale trasformata in energie termica ed elettrica vale circa 280 € (valore comprensivo dei certificati verdi e bianchi). I costi dell’intera filiera (dalla talea di pioppo ai contatori delle energie per intenderci) nell’ipotesi di colture dedicate sommano a circa 140 €/t di biomassa sempre al 40% di umidità. La stessa tonnellata di biomassa ha il contenuto energetico di 1,35 barili di petrolio (ca. 244 kg) che moltiplicati per 80$ al barile valgono 108 $ o al cambio attuale 77 €. Comunque la si guardi le biomasse hanno un notevole valore economico. Purtroppo con la scomparsa della bietola le biomasse hanno assunto il ruolo molto limitato di sostituzione di una coltivazione tradizionale del nostro territorio mentre hanno tutta la dignità di essere comunque un ulteriore opportunità per gli agricoltori. Tutto ciò premesso per quanto riguarda i progetti di riconversione degli zuccherifici apprezziamo l’attività delle nostre rappresentanze sindacali per il modo unitario con cui stanno conducendo le negoziazioni con le Istituzioni e le società saccarifere. Apprezziamo in modo particolare il subordinare la firma di qualsiasi accordo alla garanzia da parte degli enti pubblici (comuni, province, regioni e stato) di non limitare in alcun modo, ma anzi agevolare, la costruzione di piccoli impianti di generazione e/o cogenerazione diffusi sul territorio per iniziativa di agricoltori singoli e/o associati. Condividiamo, per quanto riguarda il progetto di riconversione dello zuccherificio di Russi, il disaccordo espresso da tutte le sigle sindacali agricole per la scelta del sito in quanto lontano dalle aree vocate alle produzioni della biomassa per scopi energetici il che porterebbe anche ad un aumento dei costi di gestione (trasporto, ecc.). Per quanto riguarda l’aspetto economico delle intese raggiunte, ma non ancora sottoscritte, crediamo che 61€/t per biomassa al 40% di umidità sia passabile solo se è riferito per vendite di colture in piedi (raccolta, trasporto e stoccaggio a carico dell’acquirente). Stigmatizziamo l’atteggiamento delle istituzioni, specie quelle locali, per non avere in modo chiaro ed esplicito subordinato la concessione di qualsiasi autorizzazione alla costruzione di impianti da riconversione solo con precise garanzie (incluso penali) di approvvigionamento locale (massimo 30 km dal sito?) e solo di biomasse di origine agricola e forestale (No ai rifiuti urbani e industriali). Non ci piace l’atteggiamento dei sindacati dei lavoratori quando accusano le professionali agricole di mettersi di traverso perché non accettano accordi che lasciano agli agricoltori la garanzia decennale di redditi….. miseri rispetto a produzioni di grande valore. E’ come se qualcuno accusasse le rappresentanze dei lavoratori se rifiutano (come loro dovere) un accordo con garanzia decennale di salari dimezzati. Per quanto riguarda i vari movimenti di cittadini insorti contro la costruzione di centrali a biomasse rivolgiamo loro la preghiera di non ergersi a paladini della difesa dell’agricoltura. Per quanto male gli agricoltori possono difendere e far valere gli interessi del settore agricolo lo fanno sempre meglio di chi li vuole strumentalizzare.
Forlì 01/10/07 il Presidente G.T.A
Fabiano Mazzotti