INIZIATIVA DEL 18 GENNAIO a CESENA
“Agricoltori ed Allevatori UNITI”
Premessa
Gli agricoltori sono consapevoli di una cosa: che davanti al duro lavoro quotidiano che svolgono sono tutti uguali, sono uguali anche davanti ai problemi e alle difficoltà quotidiane provocate dalla burocrazia, dalla inefficienza delle loro rappresentanze, dalle avversità atmosferiche, dal mercato.
Se siamo uguali, perché ci vogliono tenere divisi dalle ideologie, dai campanilismi, dalle bandiere?
Il “dividi et imperat”, come sostenevano i romani, purtroppo nel nostro caso è ancora troppo attuale.
Allora uniamoci e condividiamo i punti sul quale è indiscutibile che siamo d’accordo.
Definiamo la piattaforma rivendicativa, che sia il punto di riferimento per le future battaglie sindacali, che servano da aggregante per una vera e forte unità del mondo agricolo che parte dal basso, ma con l’obbiettivo di riportarci in alto, per ridare al settore agricolo quella dignità e quel ruolo che gli spetta, quale garante dell’approvvigionamento e produzione di cibo sano e garantito per tutti i cittadini consumatori della nazione.
Vorremmo dare un suggerimento alle tre grandi organizzazioni agricole (Confagricoltura,Cia,Copagri) che negli ultimi due o tre anni hanno dato vita a momentanei “sprazzi di unità di azione”.
I motivi per tali momenti di unità di azione sono tutt'ora validi, anzi il continuo proliferare di nuovi comitati spontanei, la continua emorragia di iscritti da tali organizzazioni, la crisi della Coldiretti con decine di espulsioni tese a far tacere gli agricoltori, le diverse Provincie "commissariate," vedi Coldiretti e Cia, sono un segnale inequivocabile.
O SI CAMBIA PRESTO, O SARA' IL CAOS TOTALE !!
Quindi, suggeriamo di non perdere questa, che potrebbe essere l’ultima occasione, per fare proprio il documento presentato oggi dai gruppi promotori della giornata di rivendicazione e lotta.
E' urgente rilanciare l'iniziativa politica-sindacale in una fase di ripresa di alcuni prezzi agricoli che tuttavia sono già stati vanificati dagli aumenti dei costi (Gasolio, trasporti,concimi).
Nei produttori prende sempre più corpo un senso di sfiducia totale, verso i loro rappresentanti Sindacali e sta prevalendo la logica dell'abbandono delle organizzazioni tradizionali (basta rivolgersi a qualsiasi ufficio per tenere la contabilità a prezzi bassi), tanto non si ottiene nulla sul versante delle riforme strutturali e delle prospettive per le attuali aziende agricole.
Noi riteniamo invece che vi siano prospettive e sviluppo per una agricoltura più organizzata e rivolta al mercato, la formazione dei nostri gruppi organizzati sono la riprova che l'agricoltura italiana è vitale e vuole guardare avanti.
Siamo consapevoli che con la frammentazione non si raggiungono i risultati auspicati, vi chiediamo quindi di accogliere il nostro appello e dar vita in tempi brevi a forme di aggregazione più incisive ed efficaci.
Sicuramente noi non aspetteremo che passi altro tempo e che l’indifferenza e la superficialità che fino ad ora a contraddistinto l’azione politico-sindacale agricola porti allo sfacelo dell’agricoltura italiana.
Comunicato Stampa
Si può dire che è stato un bel giorno quello di oggi (18 gennaio) per gli agricoltori che erano presenti a Cesena, a discutere e progettare il loro futuro. Questo perché si sono trovati tutti d’accordo e ne sono usciti con una posizione unitaria su come affrontare le problematiche che affliggono il loro quotidiano lavoro.
Benché ci fossero varie realtà dell’agricoltura italiana anche molto diverse fra loro, si è deciso che la direzione da prendere è una sola per tutti, quella di unirsi per essere meglio rappresentati e far valere con più forza le proprie ragioni.
Oggi a Cesena si è parlato soprattutto del problema più grande che ci “colpisce”: la divisione del mondo agricolo che ci rende deboli e indifesi nei confronti tutto e tutti. Compreso le istituzioni e anche di chi vuole “usare” l’Agricoltura per “altri scopi”, che poi agli agricoltori non portano benefici. Colpevoli di questa divisione sono proprio le nostre organizzazioni di categoria responsabili di non attuare una azione politico sindacale in difesa dei nostri interessi, colpevoli di averci portato fino a questo punto senza reagire e senza quasi mai trovare fra loro una linea comune. Ed è per questo che gli agricoltori non hanno più fiducia nelle loro associazioni storiche, creando un emorragia di iscritti da tali organizzazioni che per alcune di queste, nascono vere e proprie crisi di sopravvivenza in ambito locale e provinciale.
Ci sono stati gli interventi, alcuni dei quali molto decisi, dei rappresentanti dei vari gruppi presenti provenienti da: Sicilia, Campania, Puglia, Lazio, Marche, Friuli, e la lettura dei saluti di chi non ha potuto essere presente, come Piemonte, Lombardia, Umbria.
Poi l’intervento del Sen. Paolo Scarpa Bonazza Buora (Resp. Agricoltura FI) il quale non ha potuto che convenire sui temi trattati ed essere sulla stessa lunghezza d’onda degli agricoltori (provenendo anche Lui stesso da questo mondo)
E i saluti importanti arrivati da parte del Ministro On. De Castro e del Sottosegretario alle politiche agricole Dott. Tampieri, (vedi allegati).
La giornata si è avviata alla conclusione cercando di riassumere le cose dette e per dare una svolta si è deciso che da oggi ci sia un proseguo sul percorso dell’unità!
Ha preso la parola il Sig. Campagnolo Duilio (dal Friuli) proponendo il prossimo passo da fare e soprattutto per suggerire il nome di Fabiano Mazzotti (Pres. GTA) come coordinatore nazionale del nuovo movimento UNITARIO che oggi ha mosso i primi passi. I coordinatori regionali saranno scelti dai singoli comitati al proprio interno in base alle esigenze e alle realtà dei propri territori.
L’assemblea ha approvato in modo UNITARIO, questo percorso e per questo motivo, gli agricoltori erano contenti, perché almeno per oggi si è potuto toccare con mano quell’unità di intenti tanto auspicata.
Piattaforma rivendicativa
Esigenze e priorità del mondo agricolo
Snellimento della burocrazia che appesantisce le aziende agricole con costi insostenibili.
Ultimi fra i 27 paesi dell’UE in quanto a estensione aziendale si deve legiferare norme sull’affitto che incentivino e favoriscano l’ampliamento delle aziende di quei imprenditori agricoli, che vogliono allargarsi per poter reggere le sfide future della globalizzazione.
Con nuove leggi si deve dare una spinta decisiva al ricambio generazionale e accompagnare il destino di molte micro-aziende favorendo l’accorpamento e l’aggregazione delle aziende più dinamiche e professionali.
Purtroppo, nonostante sia difficile (anche per i costi ) acquistare terreni, in Italia siamo gli ultimi per il ricorso all’affitto (solo il 15% del totale dei terreni coltivati), rispetto al resto d’Europa.
Equità del costo del lavoro: riequilibrare con il resto d’Europa il costo contributivo della manodopera, agendo sugli oneri sociali.
Fiscalità: eliminazione dell’irap e riduzione dell’ici, considerando anche che i terreni agricoli sono un bene strumentale all’attività.
Riequilibrare con il resto dei paesi europei i costi energetici e degli agrofarmaci, compreso la loro classificazione e l’utilizzo (armonizzazione), per ottenere una semplificazione ed unificazione dei disciplinari e delle certificazioni di produzione.
Incentivare la promozione dei prodotti italiani all’estero, ottenere l’abbattimento delle barriere fitosanitarie attraverso la reciprocità dell’accesso al mercato. Inoltre intensificare i controlli sui prodotti d’importazione (soprattutto verso quei paesi che non accettano la reciprocità).
Definizione di prezzi di vendita minimi attraverso costi di produzione certificati con il coinvolgimento delle camere di commercio.
Programmazione e aggregazione: è necessario favorire l’aumento di quote di produzioni agricole aggregate per favorire forti politiche commerciali in Italia e all’estero. Chi aderisce a queste iniziative deve obbligatoriamente aggiornare catasti e censimenti.
Riorganizzare l’attività di ricerca ed incentivarla, perché essa è fondamentale per il miglioramento ed il progresso del settore. Sugli OGM la scelta deve essere fatta dopo un’attenta valutazione e sperimentazione degli enti e delle autorità competenti senza alcun pregiudizio ideologico

Saluto con entusiasmo l’adunanza di oggi, che vede insieme tanti agricoltori, accomunati da una prospettiva di ammodernamento del settore che non è astratta e fatta di slogan, ma che individua alcuni grandi nodi da affrontare sulla strada del rilancio delle competitività del nostro sistema agroalimentare.
Gli obiettivi che sono stati messi al centro del confronto odierno toccano i temi nevralgici del futuro del nostro sistema agroalimentare. Dalle relazioni produttive,ai vincoli burocratici, al rapporto con l’Europa.
Prende piede la consapevolezza che il “fare agricoltura” è oggi divenuto più complesso che nel passato, spesso anche più rischioso; ma questa consapevolezza è accompagnata anche dalla certezza che nuove grandi opportunità di rilancio e sviluppo possono essere colte se riusciremo (e lo stiamo facendo) ad organizzarci per affrontare la sfida della globalizzazione.
In un dibattito che spesso è stato confinato nella pura e semplice rivendicazione, l’idea di contribuire ad accelerare un processo di ammortamento del nostro tessuto produttivo, puntando sull’innovazione come chiave di lettura le relazioni di filiera, il rapporto con la pubblica amministrazione e per definire un nuovo protagonismo italiano nel panorama europeo, rappresenta un momento importante, che da fiducia e ci sprona a camminare lungo il cammino intrapreso.
La mia disponibilità all’ascolto e alla partecipazione è sempre massima e credo che il percorso concertativo non possa che arricchirsi e trarre giovamento da contributi anche coraggiosi, animati da operatori che tutti i giorni portano sulle spalle il peso ma anche la soddisfazione e l’orgoglio di un lavoro difficile, che oggi ha assunto una importanza straordinaria per l’intera società.
In questo cammino dobbiamo accompagnare il mondo agricolo e agrolimentare nell’affermarsi come risorsa strategica per l’economia, la società e l’intero territorio nazionale.
Rinnovo tutta la mia disponibilità e Vi formulo gli auguri di un buon lavoro che oggi, come avete ben compreso, parte dai campi e abbraccia un quadro di soggetti e relazioni molto complesso che è il mercato moderno, ricco di opportunità per le nostre tradizioni, i nostri valori, il nostro saper fare.
Cari saluti a tutti Paolo De Castro

Non posso essere presente alla vostra iniziativa per la concomitante esigenza di presenziare alla presentazione in fiera a Bologna del programma di promozione del consumo di frutta italiana.
Sono certo che capite l’importanza dell’iniziativa, tanto più che i consumi di frutta nel nostro Paese continuano a calare, per le difficoltà di reddito di tante famiglie, per i prezzi che restano alti in confronto ai ricavi dell’agricoltore e, soprattutto, per una diseducazione alimentare che sottovaluta l’importanza dell’ortofrutta per una sana alimentazione.
Questo, come sapete bene, non è che uno dei tanti fronti che occorre presidiare per assicurare un futuro all’agricoltura italiana.
Le due OCM condotte in porto dal governo Prodi, ortofrutta e vino, sono buone, nei contenuti regolativi e per le risorse finanziarie conquistate le più alte di sempre.
Ora si tratta di utilizzarle bene, come non sempre è accaduto in passato.
Dobbiamo alzare la competitività del sistema, dobbiamo rimuovere le inefficienze, dobbiamo migliorare l’organizzazione, che le filiere siano corte, per andare vicino o più complesse, per raggiungere i mercati distanti.
L’agricoltura italiana deve presidiare il mercato interno, ma, per vivere e prosperare deve anche esportare i suoi prodotti all’estero.
Su questo non può esserci ambiguità altrimenti si cade nell’autolesionismo.
Per raggiungere gli obiettivi c’è bisogno di un incontro di volontà e di azioni, di una grande suscitazione di energie positive, di una collaborazione nel mondo agricolo e di una convergenza con le istituzioni.
Non è un appello retorico.
Ciascuno resti sé stesso, con la forza delle proprie convinzioni, ma serve da parte di tutti una grande disponibilità al confronto e all’ascolto, perché il volto dei problemi cambia ogni giorno, nessuna conquista è definitiva e i rapporti che dobbiamo stabilire con il mercato e la società ci consegnano la responsabilità di “fare sistema”. Tutto ciò che contribuisce a creare condizioni di convergenza e di coesione aiuta l’agricoltura italiana.
Buon lavoro .
Guido Tampieri