GRUPPO TRASVERSALE AGRICOLTORI
Comunicato stampa
Mercoledì 3 agosto presso l’Ipercoop del centro commerciale ESP di Ravenna in Via Classicana dalle ore 16:00 un folto gruppo di agricoltori si presenterà munito di carrelli per acquistare una pesca. Rimarranno poi fino alle 20:00 visitando minuziosamente tutto l’ipermercato. Scopo dell’iniziativa è, innanzi tutto, segnalare al sistema distributivo italiano lo stato di particolare disagio in cui per il secondo anno consecutivo versa il settore ortofrutticolo e la peschicoltura in particolare.
Al sistema distributivo, G.D.O. (grande distribuzione organizzata) in testa, chiediamo di contribuire a porre l’attenzione sul valore ancora inespresso dell’ortofrutta italiana presente sui banchi. Ci troviamo in una situazione paradossale. Come agricoltori abbiamo profuso nei nostri frutteti impegno, dedizione e tanta, tantissima passione per poi non riuscire a far riconoscere il frutto del lavoro ben fatto al consumatore. E’ tutto un gioco al massacro fra chi fa il prezzo più basso senza la possibilità per il consumatore di poter scegliere, come suo sacrosanto diritto, con consapevolezza fra diversi prezzi e diverse qualità e soprattutto che sia sempre corrispondente il prezzo con il valore del prodotto. Inoltre come agricoltori abbiamo l’esperienza e la capacità d’innovazione per poter dare tantissimo di più al consumatore con una incidenza di una ventina di centesimi in più al chilogrammo sul prezzo al consumo di pesche e nettarine. Venti centesimi in più che rappresentano la differenza fra l’onta dell’impoverimento di un intero comparto e la possibilità di vivere dignitosamente del proprio lavoro ben fatto. Ricordiamo a tutti il potere contagioso del disagio economico che si espande prima a monte e a valle del settore in crisi e poi in tutto il paese.
Alle nostre organizzazioni, sindacali e di prodotto, chiediamo ancora una volta un atteggiamento più fermo, compatto e deciso a difesa del reddito e, soprattutto della dignità di un intero comparto. Oggi vogliamo dimostrare che non siamo più disposti a farci mettere sempre e comunque i piedi in testa perché produciamo prodotti deperibili. Siamo disposti dopo questa prima prova generale e in mancanza di risposte concrete a estendere la “segnalazione” ad altre catene distributive e nel territorio nazionale.