BOZZA PROPOSTA PRESENTATA ALLE ORGANIZZAZIONI PROFESSIONALI IL 15 FEBBRAIO 2005




Il contenuto del presente documento rappresenta semplicemente la sommatoria di tutte le proposte e le idee presentate dalle singole organizzazioni professionali più alcune proposte emerse dagli interventi del pubblico nel corso dell’incontro a Faenza il 18 gennaio u.s.. Di ogni proposta sono evidenziati alcuni dei rischi e opportunità. Alla fine del documento sono indicate alcune potenziali sinergie fra le varie proposte. Il tutto deve essere considerato come una base di lavoro da approfondire ed ampliare ma soprattutto da completare con azioni concrete e non da semplici e vuote dichiarazioni solenni di condivisione.

LE PROPOSTE:

1) Indicazione nel punto vendita del prezzo di acquisto accanto a quello di vendita.

Opportunità:

Scoraggiare la catena distributiva ad applicare ricarichi eccessivi

Far emergere l’inefficienza della catena distributiva “lunga”

Possibilità di evitare la pratica della scontistica di fine anno

Permette la conoscenza dei valori della merce importata

Controllo, verifica e confronto da parte dei produttori dei prezzi praticati dai diversi operatori (imprese private e cooperative)

Rischi:

La legge ha valore solo sul territorio italiano lasciando fuori dal controllo l’esportazione

Maggiori costi di distribuzione (maggior costo della doppia indicazione di prezzo)

Possibilità di inficiare l’efficacia della legge con la scontistica di fine anno

Comunicare tramite il prezzo di acquisto che la frutta vale poco

Sicuramente occorre definire bene quale prezzo di acquisto indicare; se della “materia prima” rinfusa franco partenza produttore, o del “prodotto finito” (selezionato e confezionato pronto per la vendita) franco camion partenza cooperativa o commerciante. Ogni scelta ha vantaggi e svantaggi da soppesare attentamente.

2) Barriere non tariffarie quali quelle sanitarie (residui di pesticidi, contaminazioni), sociali (sfruttamento del lavoro) e ambientali (mancanza di vincoli onerosi ai fini della tutela ambientale).

Opportunità

Restringere e limitare flussi di prodotti agricoli a basso costo da paesi terzi

Rischi.

Se tali importazioni dimostrano di essere all’altezza di superare tali barriere possono ottenere una sorta di certificazione della “salubrità” “eticità” e “ecocompatibilità” dei prodotti.

Triangolazione attraverso altri paesi dell’unione che non siano così “ligi” nei controlli

3) Autocontrollo della produzione lasciando in campo le qualità peggiori.

Opportunità

In presenza di domanda rigida è un sistema estremamente efficace per sostenere i prezzi alla produzione

Rischi

La tentazione di ogni singolo operatore a eludere i controlli è molto grande

Si creano opportunità per altri paesi/aree nei nostri mercati di esportazione

4) Definire meglio la qualità non limitandosi agli aspetti esteriori (calibro e colore) ma aggiungendo parametri organolettici quali il contenuto zuccherino.

Opportunità

Migliore valorizzazione del prodotto

Rischi

Sobbarcarsi i maggiori oneri per uno standard più stringente senza averne benefici n termini di realizzo (vedi il caso delle certificazioni come eurep gap)

5) Istituire l’interprofessione con poteri di regolamentazione “erga-omnes”

Opportunità

Creare regole valide per tutti, compreso chi è fuori dalle O.P.

Rischi

Data la frammentazione delle organizzazioni agricole di rappresentanza e di prodotto gli interessi della parte agricola possono venire sottovalutati

6) Prezzo minimo garantito per le produzioni di qualità

Opportunità

Può essere una assicurazione per le imprese con forte esposizione finanziaria

Rischi

Pagare un premio assicurativo troppo elevato (se è a livello di interprofessione può essere richiesto come contropartita un prezzo massimo o le risorse che le O.P. devono accantonare possono essere usate con più profitto in altro modo?)

7) Legare il prodotto al territorio

Opportunità

E’ un modo per far conoscere il prodotto al consumatore e differenziarlo dagli altri e uscire dal capestro marche private di G.D.O e D.O.

Rischi

Se non supportato da qualità percepibile dal consumatore o peggio ancora usato per valorizzare già ciò che si fa fatica a vendere è perfettamente inutile.

8) Ulteriore concentrazione dell’offerta fino ad una struttura di vendita unica

Opportunità

Maggior forza contrattuale

Rischi

Non raggiungere una massa critica sufficiente per cui rimarranno in capo al produttore gli oneri di struttura senza avere alcun beneficio

9) Richiesta al ministero di un piano ortofrutticolo nazionale

Opportunità

Avere maggiori risorse per il settore

Rischi

Risorse usate male possono essere più dannose che utili.

Sinergie

Il doppio prezzo è sicuramente di supporto a istituzioni come il prezzo minimo garantito e a un ufficio di coordinamento delle vendite (si vede chi sgarra).

Un coordinamento delle vendite ha senso se sono di supporto a un marchio legato al territorio supportato a sua volta da standard qualitativi garantiti e fatti percepire al consumatore.