Carissimo Ministro On. Paolo De Castro,
A riguardo della revisione degli estimi catastali La preghiamo di far valere il suo dovere di occuparsi di agricoltura!
Atti irresponsabili come quelli messi in atto dai funzionari delle finanze nel determinare le qualità delle particelle catastali sono sicuramente di sua competenza!
Non ci faccia perdere tempo prezioso per compilare, presentare e seguire le dichiarazioni di autotutela!
Gruppo Trasversale Agricoltori
Le poche righe che abbiamo pubblicate sul nostro sito sopra riportate (www.trasversali.org) sono un incitamento ed un supporto al nostro Ministro perché all’interno della compagine governativa abbia la forza politica di contrastare certe “viscosità” presenti al ministero dell’economia. Come cittadini prima ancora che come agricoltori siamo indignati innanzi tutto per la retroattività dei nuovi estimi catastali. Ma ci indigna ancora di più la loro applicazione in modo così....indefinibile! Aumentare di 5 volte l’imponibile catastale (redditi dominicale e agrario) di un appezzamento coltivato in asciutta a ravanello da seme (con reddito effettivo inferiore a quello del grano), perché considerato orto irriguo sembra quasi un atto di associazione mafiosa a fine estorsivo.
Infine le dichiarazioni che a tutto si può rimediare presentando i ricorsi al catasto (autotutela, ci sono rimasti pochi giorni per farlo), sono letteralmente una presa in giro dopo le dichiarazioni governative di voler alleggerire il peso della burocrazia.
Ancor di più sembra una presa in giro proprio in considerazione del fatto che questa operazione agisce in modo retroattivo, poiché sarà usata per la dichiarazione dei redditi 2006.
Operazione retroattiva per farci pagare più tasse, in molti casi in modo ingiustificato, mentre dall’altra parte gli agricoltori aspettano contributi pubblici da oltre tre anni.
Questo si verifica per i consorzi di difesa (in tutta Italia) che aspettano ancora i contributi Ministeriali per le assicurazioni agevolate a saldo dell’anno 2004-2005 e parte del 2006.
Situazione che sta indebitando pesantemente i consorzi di difesa e di conseguenza i costi a carico dei soci-agricoltori.
Il consorzio di difesa di Ravenna per i soli primi tre mesi del 2007 ha pagato 93 mila di euro di interessi passivi. Quindi una amministrazione pubblica a 2 velocità!
A questo punto se non viene sospesa la norma di revisione degli estimi catastali e contemporaneamente messe a disposizione le risorse necessarie che i consorzi di difesa aspettano da tempo, il mondo agricolo è legittimato a pensare che cambiano i governi ma la musica non cambia: passando da destra a sinistra cambia l’orchestra ma il “requiem” per il mondo agricolo è sempre lo stesso.
Il consiglio direttivo del G.T.A