AGRICOLTURA E POLITICA
ELEZIONI 2008
LA RISPOSTA OVVIAMENTE SARA' DATA DAL TEMPO!
ECCO QUELLO CHE SUCCEDE IN PARLAMENTO!!!


Forse è meglio
sperare che torni in Veneto
e si presenti come governatore del Veneto
perchè se ci aspettiamo che faccia qualcosa per
l'Agricoltura
.................ho
paura che ci tocchi aspettare un
bel pò di tempo!!!
LATTE:
DE CASTRO, PIU' RESPONSABILITA' DI FRONTE CRISI
(AGI)
- Roma, 20 ott. - 'Gli allevatori europei attendono delle risposte
immediate ed e' stato gia' perso tempo prezioso'. Lo afferma il
presidente della Commissione agricoltura dell'Europarlamento Paolo De
Castro, intervenendo oggi nella seduta plenaria dell'Assemblea di
Strasburgo. 'Pur condividendo le preoccupazioni emerse ieri sera nel
corso della riunione straordinaria della Commissione Agricoltura - ha
proseguito De Castro - sento pero' il dovere di ammettere che la
Commissione ha fatto notevoli sforzi e passi in avanti, mostrando di
prendere in seria considerazione il parere e la volonta' del
Parlamento. Oggi siamo chiamati a decidere se concedere o meno la
procedura d'urgenza per l'estensione al settore lattiero caseario
dell'art. 186 dell'OCM unica, ossia la possibilita' che la
Commissione decida, in caso di crisi di mercato, di introdurre misure
d'urgenza senza passare dalla normale procedura del Parlamento'. 'Con
la consapevolezza - ha concluso De Castro - che tutto questo non e'
ancora sufficiente, ritengo, tuttavia che oggi si debba votare a
favore della richiesta di procedura d'urgenza. E' giunto il momento
di assumerci le dovute responsabilita' per affrontare con decisione
la crisi del settore, la cui drammaticita' non smette di
preoccuparci'. (AGI)
Commento
Ne abbiamo uno dei BUONI in Italia, non lo abbiamo mai valorizzato a dovere, questo è il problema. C’è pure che forse per i “suoi interessi” gli manifestato contro!!! Solo il G.T.A l’ha sempre difeso!!!!

Quelle di
De Castro sono "sante
parole"!
Quelle
di Zaia le solite promesse da marinaio e scuse
da
scolaretto
"indisciplinato"!
Fabiano Mazzotti
Promesse, promesse
e in più ci dice di aspettare.....ormai siamo stanchi di
aspettare,
tanto è vero che il Ministro sta
perdendo molti fans!!!!!
c'è il rischio di un altro anno senza finanziaria
agricola
e il Ministro continua a fare la "velina" in
tv!!
Gianfranco Rambelli

Bravo Ministro...non è
legittimo raccontare bugie agli
agricoltori,
........................ Lei quando
smetterà!!!
Caro ministro, questa volta gli agricoltori stanno con le loro
associazioni!!!
siamo stanchi di promesse!
Perché il governo francese si ed il nostro NO???
È ora che il mondo agricolo italiano si faccia sentire come si deve dalla politica
Se è necessario anche chiudendo strutture di commercializzazione……..
D’altronde la FIAT non fa così?!?!?!
Francia: il governo offre ai produttori
di frutta un sistema di garanzia per l'export
Il governo
francese istituirà un sistema di garanzia per le esportazioni,
studiato su misura delle esigenze dei produttori ortofrutticoli. Ciò
dovrebbe facilitare il commercio estero di frutta e verdura, come
dichiarato dal ministro francese all'agricoltura, Bruno Le
Maire.
"Le prime garanzie - ha spiegato il ministro -
saranno attive entro un paio di giorni, per l'export di mele e pere.
Considerata la crisi che il settore sta attraversando, questa ci è
sembrata la soluzione migliore per mantenere un adeguato livello di
competitività e aiutare i produttori ad esportare in
condizioni favorevoli". Il sistema di garanzia è stato
attuato in collaborazione con il ministero francese delle finanze.
Secondo le statistiche, il grosso del fatturato per le mele viene
proprio dalle vendite all'estero effettuate in questo periodo
dell'anno.
Il ministro La Maire sta lavorando già da
alcune settimane insieme ai rappresentanti del settore ortofrutticolo
proprio per ideare misure atte a fronteggiare la crisi. Il pacchetto
di iniziative deve essere pronto entro il 22 settembre, giorno nel
quale il ministro ha organizzato un'importante conferenza
sull'agricoltura.
Nei giorni scorsi, i produttori avevano
inscenato manifestazioni di protesta davanti ai supermercati e al
confine con la Spagna.

Da ministro, gli agricoltori ti stanno già rimpiangendo!
Da Commissario europeo, ......dacci una mano!
Che l'attuale Ministro ...........(lo dico in dialetto come piace a lui)
u nè bò da gnint!!!!
e pèsa sol ala televisiò!
u stà ciapend pe e cul!!!!

Che qualcuno stia giocando sporco sulla pelle degli agricoltori romagnoli oramai se ne sono accorti in molti.
“In primis” Coldiretti con le sue “certezze” e “facili promesse”. E anche certi politici con le loro facili “promesse da marinaio”.
Ma l’Onorevole Pini il 26 gennaio a S.Pietro in Vincoli non ci aveva promesso la soluzione del problema entro la fine del mese di marzo?!?!
E la lista dei “PINOCCHI” si allunga!!!

Caro ministro secondo noi sta cercando di “mischiare le carte”!
È vero che riceve tutti (forse) e che non ha scritto il decreto da solo, ma poi a quanto pare non mantiene le promesse, anche sul fondo per le calamità sta facendo uguale.
Poi dice che non è una sanatoria, ma a quanto pare vuole dare le quote ai “splafonatori”, è tutto un controsenso!
Poi il fondo per chi è stato in regola, non è di 130 milioni di euro,
ma adesso ce ne sono solo 25 milioni, quindi una bugia!
Caro Ministro si ricordi il tempo è galantuomo!!!!
E forse la “guerra fra poveri” la sta alimentando Lei e la “sua amica Coldiretti”!!!!!


Ecco le prove!!!
Ormai lo abbiamo capito, che questo Ministro fa molte promesse, ma di sostanza ce né proprio poca (sembra la brutta copia di Alemanno!)!
E questo articolo-intervista ne è una buona prova.
Alla 1° risposta dice: “Tremonti sa bene cosa serve al primario e conosce la rilevanza del comparto agricolo”.
Come no!!!!! Lo conosce proprio, ha tagliato molti dei sostegni più importanti all’agricoltura, quindi il Ministro Zaia pensa che siamo tutti fessi, e Tremonti……..un lato dell’agricoltura lo conosce, quello della debolezza e della divisione!
Alla 2° risposta: C’è la conferma che anche la Lega è d’accordo nell’aggravio ICI sui fabbricati rurali, anche se da ultime notizie sembra che la questione si stia risolvendo senza aggravi per le aziende!
I leghisti parlano di “Roma ladrona” poi anche loro non si tirano indietro quando………si tratta di riscuotere!
Alla 5° risposta: potremmo dire …..aiutoooo!!!!! da come risponde sembra quasi che la finanziaria agricola sia già a posto!
Quindi se così fosse dovremmo pagare: l’ICI sui fabbricati, un conguaglio sulle polizze assicurative 2008, niente sgravi per zone svantaggiate, e niente sostegni ecc. ecc. alla faccia del piano anticrisi agricola!!!
Ed infine se il suo piano è solo nei dazi, non c’è che dire ……SOSTANZA molto scarsa anche perché i dazi possono essere controproducenti e in più quello sui cereali non l’avete messo voi, ma siete stati voi a farlo riammettere dopo un anno di stop.
Se del 2008 si salva solo il fatto di essere stato spesso in TV a parlare di Agricoltura, non è che poi sia il massimo anzi !
Ma più che altro mi sembra sia servito al Ministro per andare in TV( preferisce la TV , ai campi!), a servizio della propria immagine non all’agricoltura!
,
Questa è la politica, praticamente non siamo considerati, per la nostra reale importanza, le associazioni sono in uno stato di coma profondo, insomma risultiamo orfani!
Ripeto …”congeliamo” le tessere sindacali!
05/02/09 Gianfranco Rambelli
Ps. Se invece ce ne qualcuna che si sente “viva e vegeta” è ora di farsi avanti ed agire con convinzione!
Apprezziamo la buona volontà del Senatore Scarpa Bonazza
ora però bisogna approvarlo, ed in fretta!
Altrimenti.......Trattori in moto!!
DISEGNO DI LEGGE
d’iniziativa dei senatori SCARPA BONAZZA BUORA, SANCIU ALLEGRINI,
COMINCIOLI, DELOGU, FASANO, GIORDANO, MAZZARACCHIO,
PICCIONI, PICCONE E SANTINI
Disposizioni urgenti per il settore agricolo e della pesca
Onorevoli Senatori,
in un momento non privo di difficoltà per il sistema Paese e soprattutto per la congiuntura internazionale, l’Italia ha svoltato pagina e le responsabilità delle scelte pesano su spalle e su uomini diversi. L’attuale Governo ha individuato un ruolo e un futuro dell’agricoltura italiana all’interno di un progetto per l’intero Paese.
La situazione attuale ci presenta però un quadro pesante che rischia, in assenza di risposte e politiche adeguate, di avere conseguenze gravissime sui bilanci delle imprese agricole, indebolite da deficit strutturali risalenti nel tempo, schiacciate spesso da un mercato che a valle non riconosce prezzi adeguati e a monte sconta la congiuntura internazionale. Il reddito in termini reali in costante calo,i costi di produzione in continuo aumento in valore reale e nominale, le aziende agricole oggi devono fare i conti con un livello di redditività ai minimi storici.
Il settore è anche evidentemente esposto più di altri ai cambiamenti climatici. E’ ormai accertato che le piogge persistenti da mesi in molte aree del Paese rendono difficile, quando non impossibile, procedere alla semina dei cereali: gli effetti negativi per i redditi delle imprese, per i consumatori, per la bilancia dei pagamenti sono prevedibili e a tutti evidenti.
E’ quindi necessario realizzare alcuni, mirati interventi che nella scarsità delle risorse, siano diretti in modo efficiente alle imprese agricole e risultino efficaci sotto il profilo della spesa pubblica.
Si
tratta quindi, tenendo conto della situaziAGRICOLTURA:SCARPA,
AZIENDE IN DIFFICOLTA' PER AUMENTO COSTI
(ANSA)
- ROMA, 4 FEB - "I
forti aumenti dei costi per l'approvvigionamento dei mezzi di
produzione hanno compromesso nel 2008 la redditività delle
aziende agricole italiane". Lo ha detto il Presidente della
Commissione Agricoltura del Senato, Paolo Scarpa Bonazza Buora, sulla
base dei dati presentati oggi nel corso dell'audizione del Presidente
dell'Ismea (Istituto servizi per il mercato agricolo alimentare),
Arturo Semerari, secondo cui i produttori hanno subito un aumento di
costi del 9% rispetto al 2007. Scarpa ha di conseguenza rivolto un
invito al Ministro delle politiche agricole, Luca Zaia, ad
intervenire. "A fronte dell'aumento dei costi di produzione
nelle campagne - ha ricordato Scarpa - i prezzi all'origine sono
aumentati mediamente del 7%, registrando una repentina flessione
nella seconda parte dell'anno". Il senatore ha inoltre
evidenziato come "l'eccessiva rigidità del sistema
distributivo nazionale" abbia impedito ai consumatori di
beneficiare dell'abbassamento dei costi delle materie prime, con
conseguente "stagnazione, nel 2008, degli acquisti di prodotti
alimentari da parte delle famiglie": rispetto al 2007 gli
acquisti sono calati dello 0,6%, a fronte di un aumento medio dei
prezzi del 3,3%. (ANSA).
one climatica e del contesto della Politica agricola comune, di dare continuità agli strumenti finanziari di gestione del rischio per le imprese agricole, rifinanziando il Fondo di solidarietà nazionale, al fine di garantire continuità all’intervento per gli anni a venire. Siamo in una fase in cui le imprese più efficienti hanno percepito l’importanza della gestione dei rischi per mantenere le posizioni di mercato, acquisire meriti creditizi di supporto in una fase critica per il sistema bancario, lo Stato deve risparmiare sugli interventi contributivi ex post, che non si sono rivelati né efficienti né efficaci. Quindi non resta che investire su una forma di compartecipazione contributiva pubblico-privato, che impegna le imprese al pagamento dei premi, ma considera indispensabile l’intervento statale, come peraltro avviene in tutti i Paesi più evoluti, come negli USA e Canada e, in Europa, nei Paesi dove ci sono le agricolture più concorrenziali con la nostra come Spagna e Francia. L’art.1 del disegno di legge prevede quindi un finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per gli anni 2009, 2010 e 2011.
E’ necessario inoltre prorogare le agevolazioni previdenziali, in scadenza al 31 marzo prossimo, previste a favore dei datori di lavoro agricoli nei territori montani particolarmente svantaggiati e nelle zone agricole svantaggiate. (art.2) Si tratta di un intervento per gli imprenditori agricoli che devono superare, oltre alle difficoltà di mercato, anche il “gap” strutturale della loro collocazione territoriale. Il provvedimento costituisce anche un valido contrasto alla elusione contributiva, ed ha effettivamente consentito, nel periodo di applicazione 2006-2008, un recupero di oltre il 20% degli incassi effettivi: riducendo gli oneri si amplia quindi la platea dei contribuenti, consentendo alle imprese di sostenere un carico previdenziale sostenibile e comparabile con le possibilità economiche di chi opera in queste zone. La copertura prevista è calcolata sulla base di quanto previsto per la proroga di un trimestre, disposta dal decreto legge 171/2008, convertito nella legge 20572008, art.1 ter, triplicando la relativa somma.
La disposizione dell’art.3 prevede un’interpretazione autentica circa la non assoggettabilità ad ICI dei fabbricati in possesso dei requisiti di ruralità di cui all’articolo 9, commi 3 e 3-bis del decreto legge n. 557 del 1993, iscritti al catasto edilizio urbano con attribuzione dei rendita. La stessa ribadisce, peraltro, un consolidato orientamento espresso in molte sedi dalla stessa Agenzia del territorio, dall’Ufficio federalismo fiscale del Dipartimento per le politiche fiscali, in base al quale la riforma del 1993 (la quale aveva previsto l’istituzione del catasto dei fabbricati, che avrebbe dovuto accorpare l’edilizia rurale e quella di tipo urbano) si limita a modificare esclusivamente i criteri per l'accatastamento dei fabbricati e per il riconoscimento della ruralità ai fini fiscali, senza però mutare la natura del reddito dominicale dei terreni, che è comprensivo della redditività facente capo alle costruzioni rurali asservite.
Il problema interessa tutti i fabbricati strumentali diversi dalla abitazione, quindi gli annessi rustici, le stalle, ecc. Deve sottolinearsi che la disposizione non comporta oneri, poiché da un lato conferma, come si è detto, la prassi interpretativa costante della Agenzia delle entrate, messa in dubbio da una isolata pronuncia giurisprudenziale. D’altra parte la tassazione separata degli immobili in discorso darebbe luogo ad una ingiustificata, doppia imposizione, poiché tale reddito è computato nel calcolo forfetario del reddito dominicale che si paga per i terreni e quindi già è assoggettato all’ICI.
L’art. 4 prevede una norma per dirimere il contenzioso avviato con l’INPS su questioni interpretative attinenti il cumulo di agevolazioni per le aziende agricole ubicate in territori montani.
L’art. 5 in materia di canoni concessori per il settore dell’acquacoltura, recentemente investito da una crisi ascrivibile alla congiuntura economica internazionale, prevede una norma di interpretazione autentica per chiarire la natura ricognitoria dei canoni di concessione delle aree del demanio marittimo e del mare territoriale rilasciate a imprese, anche singole, per l'esercizio di attività di acquacoltura, nonché per la realizzazione di manufatti per il conferimento, mantenimento, depurazione, trasformazione e prima commercializzazione del prodotto allevato dalle stesse imprese.
DISEGNO DI LEGGE
Art. 1
(Gestione dei rischi agricoli)
La dotazione del Fondo di solidarietà nazionale – incentivi assicurativi, di cui all’articolo 15, comma 2, del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102 e successive modificazioni ed integrazioni è stabilita nella somma di euro 230 milioni per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011.
Le disponibilità del capitolo 7439 del bilancio del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali per il finanziamento degli interventi assicurativi previsti dal decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 102, articolo 15, comma 2, punto 1, possono essere utilizzate per coprire i fabbisogni di spesa dell’anno precedente a quello di competenza per il pagamento dei saldi contributivi.
All’onere derivante dall’attuazione del comma 1 del presente articolo, si provvede quanto a 230 milioni per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011 mediante corrispondente riduzione della dotazione del fondo per le aree sottoutilizzate di cui all’articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 rispettivamente per gli anni 2009, 2010 e 2011.
Art. 2
(Proroga di agevolazioni previdenziali)
Le agevolazioni contributive previste dall'articolo 9, commi 5, 5-bis e 5-ter, della legge 11 marzo 1988, n. 67, e successive modificazioni, si applicano, fino al 31 dicembre 2009, nei territori montani particolarmente svantaggiati e nelle zone agricole svantaggiate, nelle misure determinate dall'articolo 01, comma 2, del decreto-legge 10 gennaio 2006, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 marzo 2006, n. 81.
All’onere derivante dalla presente disposizione, pari a 154,5 milioni di euro per l’anno 2009, si provvede mediante corrispondente riduzione della dotazione del fondo per le aree sottoutilizzate di cui all’articolo 61 della legge 27 dicembre 2002, n. 289.
Art. 3
(Interpretazione autentica in materia di ICI)
1. Il riconoscimento della ruralità agli effetti fiscali operato dall’articolo 9, commi 3 e 3-bis, del decreto legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, e successive modificazioni ed integrazioni, deve interpretarsi anche quale esclusione dei fabbricati indicati dal citato articolo 9 dall’imposta comunale sugli immobili ai fini di cui all’articolo 2, lettera a), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504.
Art.4
(Interpretazione autentica dell'articolo 2, comma 506, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, in materia di contenziosi con l'INPS)
1. L'articolo 2, comma 506, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, si interpreta nel senso che il termine “contenzioso” è da intendersi riferito non solo ai contenziosi per i quali i giudizi di merito siano ancora pendenti, ma anche a quelli per i quali le procedure di recupero siano state avviate o siano ancora da avviare da parte dell'Istituto nazionale della previdenza sociale a seguito di procedimenti iniziati entro il 31 dicembre 2007 e conclusi con sentenza passata in giudicato.
2. All'onere derivante dall'applicazione del comma 1, pari a 2 milioni di euro per l'anno 2009, si provvede mediante riduzione da 250.000 tonnellate a 243.000 tonnellate del contingente annuo, per l'anno 2009, di cui all'articolo 22-bis, comma 1, del testo unico delle disposizioni legislative concernenti le imposte sulla produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative, di cui al decreto legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e successive modificazioni, e conseguente riduzione, nella misura di 2 milioni di euro, per l'anno 2009, del limite complessivo di spesa di cui al comma 5-bis del citato articolo 22-bis del decreto legislativo n. 504 del 1995.
Art. 5
(Disposizioni in materia di canoni concessori per le attività di pesca e acquacoltura)
1. Il canone a titolo ricognitorio previsto dall'articolo 48, comma 2, lettera e), del testo unico delle leggi sulla pesca, di cui al regio decreto 8 ottobre 1931, n. 1604, e successive modificazioni, si applica anche alle concessioni di aree del demanio marittimo e del mare territoriale rilasciate a imprese, ancorché singole, per l'esercizio di attività di piscicoltura, molluschicoltura, crostaceicoltura, alghicoltura, nonché per la realizzazione di manufatti per il conferimento, il mantenimento, la depurazione, l'eventuale trasformazione e la prima commercializzazione del prodotto allevato dalle stesse imprese.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano con efficacia retroattiva a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154.


Grazie al tanto vituperato (dalla coldiretti e fans) Ministro De Castro abbiamo ottenuto anche questo!
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Rincari
prodotti alimentari, De Castro: allarmismo ingiustificato, vigileremo
sui prezzi Data:
24/08/2007
Argomento: Il Ministro Il Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali on. Paolo De Castro interviene a
seguito delle recenti notizie allarmistiche lanciate da alcuni organi
di comunicazione rispetto ai possibili e rilevanti effetti dei
rincari dei prodotti alimentari sul reddito delle famiglie italiane.
Secondo De Castro "si sono verificati nell'ultimo anno
incrementi importanti dei prezzi internazionali di prodotti agricoli
come cereali e latte. Questi incrementi porteranno probabilmente ad
alcuni ritocchi dei prezzi al consumo - ha detto il Ministro - ma
l'impatto reale sulla spesa delle famiglie è tutto da
verificare".
Nel caso della pasta o del pane, ad esempio, con
un incremento dei costi del grano duro valutabile intorno al 20/25%
su scala internazionale, si può prevedere al massimo un
aumento di pochi centesimi al kg al consumo (fino al 10% in più
per la pasta secca), aumenti che spesso tengono conto più del
rincaro dei costi energetici che delle materie prime.
Il costo
delle materie prime agricole, infatti, incide in misura limitata sul
prezzo di vendita finale, ed allo stesso momento vi sono prodotti
alimentari le cui materie prime hanno prezzi in calo. Inoltre si
possono ottenere risultati importanti sui prezzi di vendita al
consumo dalla razionalizzazione della catena logistica di
distribuzione e dal contenimento dei costi energetici (come nel caso
dell’ortofrutta fresca, dove al contrario per molte varietà
di ortaggi e frutta si è assistito ad un calo del prezzo e non
ad un aumento).
Per il Ministro De Castro "bisogna quindi
evitare inutili allarmismi in tema di rincari, mentre occorre
vigilare con la massima attenzione sui rischi, sempre possibili, di
fenomeni speculativi. per questo motivo - conclude il Ministro –
è attivo un monitoraggio puntuale, da parte degli osservatori
sui prezzi alla produzione ed al consumo sia del Ministero politiche
agricole alimentari e forestali sia del Ministero dello sviluppo
economico. per le prime settimane di settembre poi – conferma
il Ministro - è prevista la convocazione del tavolo tra
distribuzione, industria, cooperative e imprese agricole per definire
ulteriori interventi per rafforzare la tutela della trasparenza e per
garantire il reddito degli agricoltori e prezzi equi ai consumatori”.
Parole sante On. Albonetti!
Anche noi agricoltori dovremmo veramente poter scegliere nello svariato mondo della rappresentanza agricola,
fra chi fa il nostro interesse e chi no!
ALEMANNO E BUONFIGLIO AUSPICANO PIENA COLLABORAZIONE PER L'AGRICOLTURA ITALIANA. ANNUNCIATA INIZIATIVA PARLAMENTARE
“Condividiamo
pienamente le affermazioni fatte dal segretario ds Piero Fassino
sull’agricoltura italiana, questo importante comparto del Paese
non ha infatti bisogno di scontri politici, ma necessita di un grande
patto trasversale ai partiti che guardi soltanto al bene di quello
che rappresenta ancora oggi uno dei settori cardine dell’economia
italiana”.
E’ quanto dichiarano in una nota l’ex
ministro dell’agricoltura Gianni Alemanno e Antonio Buonfiglio,
presidente della Consulta nazionale dell’agricoltura di
AN.
“per questo – prosegue la nota –
presenteremo in Commissione agricoltura della Camera un mozione che
impegna il governo nella promozione della qualità, nella
valorizzazione della tipicità, nel sostegno all’innovazione,
nella tutela del valore idenditario dell’agricoltura italiana e
ci auguriamo che la nostra proposta venga approvata all’unanimità
da tutti i membri della Commissione affinché si possa iniziare
un percorso di unità nell’esclusivo interesse del
comparto agroalimentare italiano”.
Tampieri, la qualità è un patrimonio di tutti
12 Luglio 2007 ore 08:41
"Tanta brava gente
è scesa in piazza a Bologna, in buona fede, a sostegno della
ragione dichiarata dell'iniziativa: 'La qualità della nostra
agricoltura'. A tutela dell'impegno di tante imprese, ed a onor del
vero, è doveroso dire che il cibo sulle tavole degli italiani
non è peggiore di quello che ci arrivava un anno fa, con un
altro governo, che l'impegno sul versante dei controlli è
rafforzato e che l'attenzione alla sicurezza dell'intero sistema
agroalimentare del Paese è superiore a quello del passato e di
altre nazioni". Questa la dichiarazione del sottosegretario alle
Politiche agricole alimentari e forestali Guido Tampieri, in
riferimento alla manifestazione di oggi della Coldiretti.
"Ciò
non di meno, aggiunge Tampieri, la Coldiretti ha ritenuto di dover
dare una dimostrazione di forza, per ribadire un ruolo che nessuno le
nega nella comune battaglia per la sicurezza e la qualità del
cibo. Serve ora una dimostrazione di responsabilità, ha
concluso,per trovare forme efficaci di collaborazione di tutto il
sistema pubblico e privato italiano, senza le quali non c'è
futuro".
Mongiello, no alle prove di forza per il bene agricoltura
10.07.07 ore 14:54
"Non entro nel
merito della vicenda. So soltanto che, per un cattolico, è
intollerabile la prova muscolare che la grande benemerita Coldiretti
ha posto in campo contro il ministro Paolo De Castro, notoriamente
persona mite e tollerante, oltre che formidabile competente del
settore agricolo". Così il sottosegretario con delega per
la ricerca e la salvaguardia della qualità del settore
agroalimentare, Gianni Mongiello, ha commentato le iniziative poste
in essere negli ultimi giorni dalla Coldiretti.
"L'agricoltura
italiana, ha proseguito il sottosegretario, ha seri problemi nel
panorama internazionale, a prescindere da quella che è stata
l'azione di questo Governo. Il ministro De Castro, spesso, è
intervenuto con autorevolezza e competenza a sanare ferite che si
consumavano altrove nell'agricoltura italiana.
So per certo, ha
aggiunto, che, dopo Bologna, sarà ancora Paolo De Castro a
dare risposte concrete e soddisfacenti al settore. E so anche che la
Coldiretti, nel rispetto della sua eccezionale storia, sarà
intorno ad un tavolo, insieme agli altri - ha concluso Mongiello -
per aiutare l'agricoltura italiana a risolvere i suoi problemi".
Giovedì,
5 Luglio 2007
AGRICOLTURA:
RUTELLI E DELEGAZIONE DL INCONTRA COLDIRETTI
ANSA) - ROMA, 5 LUG - Una delegazione della Margherita, guidata dal Presidente Francesco Rutelli e dai parlamentari dielle Francesco ferrante, Luca Marcora ed Ermete Realacci ha incontrato oggi una rappresentanza della Coldiretti composta dal Presidente Sergio Marini, accompagnato dal Segretario generale Franco Pasquali e dal responsabile organizzativo Enzo Gesmundo. Nel corso dell’incontro - si legge in una nota della Margherita - si e’ confermata la condivisione dell’idea di una agricoltura di qualita’, legata ai territori, alla distintivita’ dei prodotti e al ruolo centrale dell’impresa agricola ed e’ stata ribadita la convinzione che questa agricoltura e’ parte integrante e costitutiva dell’identita’ del nostro Paese e della sua sfida competitiva nel mercato globale. La delegazione dielle - si legge ancora - ha preso atto, con rammarico, della fase delicata che attraversano i rapporti tra larga parte del mondo agricolo rappresentata dalla Coldiretti e il Ministro per le politiche agricole, agroalimentari e forestali Paolo De Castro, dicendosi certa, tuttavia, che tali difficolta’ ed incomprensioni possano essere presto superate, a partire dalla impostazione presente nel programma dell’Unione e del Governo che afferma la centralita’ della sfida della qualita’ per il futuro dell’agricoltura e dell’economia del nostro Paese’.
SCHEMA DI RIORGANIZZAZIONE BAGNARA
Ma guarda un po’! quando si riesce ad avere e concordare una linea unica su delle problematiche, con l’aiuto anche di un Ministro tecnicamente preparato, nonostante “sgambetti” e difficoltà normative e burocratiche, qualche risultato si riesce ad ottenere!
Insegnamento:
Unità di intenti su obiettivi e problematiche comuni al settore agricolo.
Politica più attenta al settore garantendo l’utilizzo di persone “vocate” professionalmente.
Tutto questo è uno scandalo!
E dobbiamo pensare (noi agricoltori) che oggi tocca alle arance, domani magari ai kiwi, alle pere e alle mele!
Quando si parla delle amministrazioni localiattente alle problematiche agricole!!
Fa effetto vedere certe senbililita' piu' marcate al sud ( Campania e Sicilia) inerenti all' I.C.I.
Il sud e' sempre piu' arretrato???