AGRICOLTURA E LE NOSTRE ASSOCIAZIONI






SEZIONE C.I.A.


AGRICOLTURA: POLITI CONFERMATO VICE-PRESIDENTE COPA
(AGI) - Roma, 24 apr. - Giuseppe Politi, presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori, e' stato confermato vicepresidente del Copa (il Comitato delle organizzazioni agricole europee). Lo ha deciso ieri a Bruxelles il Praesidium del Copa che ha eletto, all'unanimita', l'irlandese Padraig Walshe nuovo presidente per il periodo 2009-2011, il quale succede al francese Jean Michel Leme'tayer. Sempre nel corso del Praesidium del Copa, oltre al presidente Politi, sono stati eletti vicepresidenti Peter Kendall (Regno Unito), Jan Albert Maat (Olanda), Lorenzo Ramos (Spagna), Gerd Sonnleitner (Germania) e Jan Veleba (Repubblica Ceca). Il presidente della Cia ha espresso compiacimento per la conferma nel prestigioso incarico, ringraziando vivamente le organizzazioni agricole europee che si sono adoperate per la sua elezione e per la fiducia accordata. Un particolare ringraziamento Politi lo ha rivolto al presidente della Confagricoltura Federico Vecchioni che aveva espresso, anche attraverso una lettera inviata al Copa, pieno sostegno alla candidatura del presidente della Cia.(AGI)



Almeno qualcuno ci prova a collaborare, anche se poi a livello locale non si comportano

come si deve, vanno un po’ di qua e un po’ di là!!!!!!




Data:

20/02/2009

Titolo:

Crisi: gli agricoltori tornano in piazza in tutta Italia. Il 26 febbraio grande sit-in a Roma davanti alla Camera

Ora:

12:09


La Cia costituisce, a livello nazionale, i Gruppi d’interesse economico per tutelare i produttori agricoli e per l’agricoltura reale protagonista nel Paese.

 

Riprende con forza la mobilitazione della Confederazione per sollecitare interventi straordinari a sostegno delle imprese, oggi in grave difficoltà. Obiettivi prioritari: sgravi contributivi, riduzione dei costi produttivi e degli oneri burocratici, modifiche sostanziali all’inaccettabile decreto legge sulle quote latte, finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali. Il presidente Politi: basta alle promesse mancate; più attenzione al settore primario e una vera politica per rilanciare sviluppo e competitività.

 

Sgravi dei contributi; riduzione dei costi produttivi; alleggerimento degli oneri burocratici; modifica del decreto legge sulle quote latte; oggi inaccettabile; finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali. Sono queste le principali richieste che la Cia-Confederazione italiana agricoltori ribadirà nelle piazze italiane fin dalla prossima settimana, quando scatterà una nuova ferma mobilitazione sull’intero territorio nazionale che culminerà con una grande iniziativa a Roma il 26 febbraio. Più di mille agricoltori, provenienti da tutta Italia, manifesteranno, a partire dalle ore 14.00, con un sit-in in piazza Montecitorio per sollecitare una maggiore attenzione nei confronti del settore e soprattutto per chiedere immediati e straordinari interventi a sostegno delle imprese che vivono un momento di grave emergenza.

Questa iniziativa sarà preceduta da una grande convention, sempre il 26 febbraio a Roma, presso il Palazzo dei Congressi, dei Gruppi di interesse economico (Gie) costituiti in queste ultime settimane nelle varie realtà locali della Cia. Un’Assemblea (si svolgerà dalle 9.30 alle 13.30) che darà vita, a livello nazionale, di sette Gie (olio, vino, zootecnia, ortofrutta, cereali, florovivaismo, colture industriali) che, con il pieno coinvolgimento degli agricoltori, dovranno sviluppare un’azione incisiva a tutela e valorizzazione dei settori portanti dell’agricoltura italiana.

Insomma, una giornata, quella del prossimo 26 febbraio, che vedrà la Cia fortemente mobilitata non solo per sollecitare risposte da parte di Governo e Parlamento, ma anche per sviluppare una strategia propulsiva in difesa dei redditi dei produttori, per la crescita delle imprese e per un’agricoltura che sia reale protagonista della vicenda politica ed economica del Paese.

D’altra parte, proprio l’agricoltura sta attraversando uno dei momenti più difficili degli ultimi trent’anni. Basti pensare che solo nel 2008 più di 20 mila sono andate fuori mercato. Il rischio è che nei prossimi tre-quattro anni, altre 250 mila aziende rischiano di cessare l’attività. I motivi sono noti e dalla Cia più volte denunciati: costi produttivi sempre più pesanti; oneri contributivi e burocratici opprimenti; la proroga per la fiscalizzazione degli oneri sociali ferma ancora al 31 marzo 2009; redditi falcidiati; prezzi sui campi in continua discesa; mancanza di finanziamenti per il Fondo nazionale di solidarietà per le calamità naturali; un decreto sulle quote latte inaccettabile; scarsissima attenzione da parte del Governo; pochi e fragili sostegni pubblici; una politica di sviluppo che si allontana in maniera inesorabile; un’agguerrita competitività a livello internazionale. “E -come ha affermato il presidente Politi- senza interventi mirati e straordinari sarebbe il tracollo dell’intero settore”.

E’ una situazione non più tollerabile. In questi giorni più volte abbiamo sostenuto la necessità di misure incisive. Nessuna risposta è venuta dal Governo. Per questo -ha avvertito il presidente della Cia- diciamo basta alle promesse puntualmente mancate. La nostra mobilitazione riprenderà con grande decisione. Andremo in piazza per far sentire, in modo vibrante, la voce della protesta degli agricoltori italiani, che sono stanchi di restare inascoltati, anche quando le questioni assumono contorni drammatici, come quelli attuali”.

Ci mobiliteremo in tutto il Paese, con iniziative di ferma protesta. Non solo. Chiederemo incontri -ha aggiunto Politi- con tutte le forze politiche presenti in Parlamento per far sì che vengano predisposte misure in grado di ridare fiato agli imprenditori agricoli. Lo stesso faremo con Regioni ed enti locali”.

Bisogna capire che una nazione senza una valida agricoltura non ha futuro. In altri paesi europei i problemi agricoli vengono affrontati in maniera diversa e certamente più incisiva. Non si può continuare ad ignorare una realtà grave che è sotto l’occhio di tutti. Ecco perché la nostra protesta -ha concluso il presidente della Cia- sarà ferma e determinata. Ci battiamo con energia affinché un grande patrimonio, qual è quello agricolo e rurale dell’Italia, non vada disperso e si frammenti ulteriormente”.



Data:

11/02/2009

Titolo:

Agricoltura: Politi a Zaia, interventi straordinari per le imprese sempre più in emergenza. Subito la Conferenza nazionale

Ora:

12:36



Nel corso dell’incontro, svoltosi a Roma nella sede della Confederazione, il presidente della Cia ha illustrato al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali le proposte per rispondere alle esigenze degli agricoltori. Ridurre i costi produttivi e il peso della burocrazia. Prorogare gli sgravi contributivi per il prossimo triennio L’esponente del governo ribadisce il suo impegno per il finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale..

 

La proroga di tre anni (ora ferma al 31 marzo prossimo) degli sgravi contributivi; correzioni al decreto legge sulle quote latte; riduzione, anche con interventi di carattere fiscale, dei pesanti costi produttivi; alleggerimento degli oneri burocratici; finanziamento del Fondo di solidarietà nazionale per le calamità naturali; Conferenza nazionale sull’agricoltura. Sono queste alcune delle richieste che il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi ha illustrato al ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Luca Zaia durante l’incontro che si è svolto a Roma, nella sede dell’Organizzazione.

Politi ha esposto i gravi problemi che oggi assillano gli imprenditori agricoli italiani, che vedono ridurre redditi e competitività. “Per questo -ha spiegato il presidente della Cia- è indispensabile che il governo mostri più attenzione nei confronti del settore e predisponga interventi urgenti e straordinari a sostegno delle imprese, che vivono un momento di grande emergenza e dei più difficili degli ultimi trent’anni”.

Nel corso dell’incontro -al quale hanno partecipato il vicepresidente Enzo Pierangioli, i componenti della Giunta esecutiva e i dirigenti nazionali- Politi ha messo in evidenza i motivi che hanno spinto la Cia a riprendere la mobilitazione sull’intero territorio nazionale. “Vogliamo -ha detto- risposte adeguate e tempestive alle esigenze degli agricoltori, sempre più alle strette e in difficoltà. Alcuni settori, come quelli dei cereali e dell’olio d’oliva, sono in una situazione drammatica. Non si può indugiare ancora per molto. Servono interventi realmente efficaci”.

Il presidente della Cia ha, infine, rinnovato l’invito al ministro a mantenere gli impegni presi per effettuare in tempi rapidi la Conferenza nazionale sull’agricoltura e lo sviluppo rurale. “E’ questa la sede ideale -ha detto- per elaborare un nuovo progetto di politica agricola condiviso e in grado di dare prospettive certe agli imprenditori agricoli”.

Il ministro Zaia ha rivolto parole di apprezzamento nei confronti dell’iniziativa della Cia, sottolineando il suo personale impegno per cercare di ripristinare, in particolare, i finanziamenti del Fondo di solidarietà nazionale. Per quanto riguarda, invece, le quote latte, si è augurato che nella discussione parlamentare la conversione del decreto sia compatibile con i principi ispirati dal provvedimento.



































Bravo Politi, giusto commento,

però per l'unità del mondo agricolo potete fare di più anche voi!!!!





























































































Il presidente della Cia evidenzia che alla base dell’iniziativa promossa dalla Coldiretti per il prossimo 11 luglio a Bologna ci sono motivazioni scorrette e ingenerose nei confronti di De Castro.


Se alla base della manifestazione promossa dalla Coldiretti per il prossimo 11 luglio a Bologna il contendere è solo sull’operato del ministro De Castro, con giudizi negativi, francamente ci sembrano motivazioni scorrette e ingenerose. Al contrario, se le motivazioni fossero state inerenti alla difesa dell’agricoltura italiana, alla sua qualità, all’apporto positivo che il settore dà e può ulteriormente dare e della sua importanza nell’economia italiana, sarebbero state tutte da noi condivise e non avremmo avuto nessun problema ad esprimere simpatia per la manifestazione”. E’ quanto sostiene il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi il quale sollecita, pertanto, la stessa Coldiretti a specificare con chiarezza i motivi che l’hanno spinta a decidere la protesta di piazza.

Non vogliamo -aggiunge Politi- fare i difensori d’ufficio del ministro, anche perché non è ruolo che ci compete; tuttavia, non possiamo non considerare che, a torto o a ragione, sulla vicenda del vino ai trucioli il problema è a Bruxelles e non a Roma, sulla soglia di tolleranza degli Ogm nel biologico l’Italia ha votato contro, sulla riforma Ocm ortofrutta De Castro ha realizzato per grandi linee quello che è stato deciso nella Conferenza Stato Regioni, nel Parlamento italiano e, a maggioranza, nel Tavolo agroalimentare”.

Anche noi -rileva il presidente della Cia- in alcune occasioni non abbiamo condiviso le scelte del ministro De Castro. Lo abbiamo evidenziato in maniera chiara e abbiamo riportato il nostro dissenso nelle sedi opportune. Se necessario, così come nel passato, non esiteremo a manifestare nelle forme più opportune il nostro dissenso, senza però mai scendere nel conflitto personale che non serve a nessuno, non serve all’agricoltura italiana”.

La Coldiretti -afferma ancora Politi- è libera di agire e promuovere le iniziative che ritiene più opportune a sostegno delle proprie proposte. Essa può anche affermare ‘di essere la parte forte e pulita di questa società’. Quello che, invece, non può assolutamente fare è portare avanti motivazioni personali e, soprattutto, voler programmare, secondo le sue discutibili scelte, il futuro del nostro mondo agricolo”.

Il presidente della Cia, quindi, giudica sbagliato gettare discredito sul ministro. “Si tratta di un attacco personale sul quale non si può impostare una protesta sindacale chiamando a raccolta gli agricoltori ai quali rendere inviso De Castro in modo tale che lo vedano come un potenziale nemico”.

Nell’attuale difficile momento -conclude Politi- non bisogna contribuire ad accrescere le tensioni, i contrasti e il disagio delle campagne. Gli agricoltori non hanno certo bisogno di divisioni, ma di un’attenzione nuova e propulsiva in grado di aprire prospettive e certezze. Elementi che possono nascere solo attraverso l’impegno condiviso di tutte le forze in campo”.