AGRICOLTURA E LE NOSTRE ASSOCIAZIONI



sezione COLDIRETTI



PREZZI:COLDIRETTI TREVISO, QUELLI AGRICOLI NON PAGANO COSTI
(AGI) - Roma, 23 apr. - "Attenzione, la nostra agricoltura di qualita' e di eccellenza non e' per sempre come i diamanti. Attenzione, l'agricoltura se perde non guadagna meno, al contrario non riesce a pagare i costi. Attenzione, non e' che l'agricoltura non senta la crisi, bensi' per essa subire la crisi ormai e' una questione ordinaria. Attenzione sulla svolta che serve per uscire dalla mezzadria nei confronti della grande distribuzione". Le attenzioni per il Presidente di Coldiretti di Treviso, Fulvio Brunetta, potrebbero continuare ancora. E queste prendono vigore dopo i buoni esiti del G8 agricolo di Cison di Valmarino. "Esiti che hanno portato l'agricoltura al centro dell'agenda internazionale e che hanno messo in luce il nostro modello di impresa agricola - spiega il Presidente di Coldiretti Fulvio Brunetta - Proprio quel modello che va conservato, valorizzato e soprattutto liberato dalla morsa di chi, anche applicando marchi distributivi ai prodotti che sono vere marche, decide per noi i prezzi globalizzando l'origine delle produzioni e facendo perdere agli stessi la propria identita' con il territorio e nei confronti delle scelte dei consumatori". Per Coldiretti, che vuole piu' agricoltura locale in ogni angolo del mondo, e' giunto il tempo di dare vigore ad una filiera agricola tutta italiana: "La realta', anche trevigiana, e' che le imprese agricole vendono le proprie produzioni a prezzi sempre piu' bassi, mentre i consumatori le pagano sempre di piu'. Per questo ci siamo rivolti a loro direttamente con la nostra vendita. E' tempo di conquistare il giusto potere contrattuale nei confronti della grande distribuzione anche attraverso le strutture economiche associative. Siamo molto soddisfatti dei puntini sulle i messi dal Ministro Luca Zaia in riferimento alle speculazioni negative. Queste speculazioni sono globalizzate. Ci sono a Pechino come a Castelfranco Veneto, a Chicago come a Moriago della Battaglia, a Moumbay come a Monfumo. La realta' e' che del valore di un prodotto all'imprenditore agricolo oggi arriva circa il 17 %. Solo qualche anno fa restava il 22 % ed era gia' considerato poco. La nostra agricoltura di qualita' non puo' continuare a camminare sul filo che di anno in anno si appesantisce di nuovi costi con ricavi identici a quindici anni fa come succede per alcuni comparti".(AGI) .bru (Segue)

Caspita!!! Ci sono arrivati, quando lo dicevamo noi “Trasversali” nel 2004

questi dov’erano in vece di ascoltarci????



       
PREZZI:COLDIRETTI TREVISO, QUELLI AGRICOLI NON PAGANO COSTI (2)
(AGI) - Roma, 23 apr. - Il presidente di Coldiretti di Treviso ribadisce come sia prezioso il passaggio nel documento finale del G 8 riferito "alla necessita' dei controlli della merce in entrata e in uscita per combattere la concorrenza sleale. Poi e' giusto aver dichiarato guerra e tolleranza zero a quei prodotti stranieri che passano la frontiera diventando italiani. Questi non sono argomenti lontani, anzi sono temi che trovano riscontro tutti i giorni in ogni angolo della Marca trevigiana dove lavorano venti mila imprese agricole che devono essere considerate un patrimonio di tutti perche' l'agricoltura non e' per sempre come i diamanti". Per dare supporto alle tesi di Fulvio Brunetta ci sono i dati Ismea che dimostrano come nelle campagne sia chiara ed eloquente la deflazione. I prezzi dei prodotti agricoli vengono pagati su valori inferiori in media dell'11,4 per cento rispetto allo scorso anno. Il crollo delle quotazioni in campagna si registra sia per le produzioni vegetali (-15,8 per cento) che per quelle derivate dall'allevamento (- 5,2 per cento). Il record della riduzione si e' verificato per i cereali con un crollo dei prezzi alla produzione del 46,4 per cento rispetto allo scorso anno a marzo, ma un forte calo delle quotazioni alla produzione si e' registrato anche per vini e oli di oliva che, su base annua, hanno fatto segnare in campagna drammatiche riduzioni, rispettivamente, del 26,2 per cento e del 24,6 per cento. Un flessione rilevante tra i prodotti di allevamento e' accusata dal latte (- 11,1 per cento) e dai suini (- 9,4 per cento). Le tendenze registrate in campagna non si sono trasferite al consumo dove - denuncia la Coldiretti - i prezzi per l'alimentare secondo l'Istat continuano ad aumentare su base annua ad un tasso del 3 per cento e' quasi il triplo di quello dell'inflazione media dell'1,2 per cento. "Da questi dati si capisce chiaramente che qualcosa non va nel percorso delle produzioni dal campo alla tavola - conclude il Presidente di Coldiretti di Treviso, Fulvio Brunetta - Per l'agricoltura perdere significa non riuscire a pagare i costi e non certamente guadagnare meno".(AGI)

…azzo!!!!

Hanno scoperto l’acqua calda!!!























  1. è vero, ma molte di queste cooperative sono state guidate o sono guidate da uomini coldiretti!

  2. Infatti i soci coldiretti di molti territori, se ne vanno dopo aver constatato che l’associazione non dà le risposte che loro chiedono!

  3. Ecco perché ce l’avete tanto con De Castro, oltre che per il disaccoppiamento (soprattutto del pomodoro!).

  4. Chi vivrà vedrà,…..hanno già fallito una volta i consorzi e la coldiretti non è immune da colpe!!!










SAN VALENTINO: 100.000 IN AGRITURISMO TRA LOW COST E MASSAGGI DI COPPIA

Sono oltre centomila gli innamorati che scelgono di trascorrere San Valentino in agriturismo per stare insieme nell'intimità del silenzio delle campagne e approfittare delle offerte originali e convenienti: dal low cost al massaggio di coppia fino al personal chef in camera. E' quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che la Festa degli innamorati in agriturismo è favorita quest'anno dalla possibilità di sfruttare il week end.

In Sicilia, per San Valentino, dalla provincia di Palermo a quella di Enna, da Siracusa ad Agrigento arriva per iniziativa della Coldiretti l'outlet delle vacanze in agriturismo: il prezzo per due persone che alloggino per almeno due notti, con la prima colazione è di 22 euro a testa e al giorno, che diventano 42 nel caso scelgano la mezza pensione. Un soggiorno “low cost” che nasce dalla consapevolezza del fatto che nei periodi di crisi si tagliano le spese voluttuarie e proprio per questo si è deciso di venire incontro alle coppie, ma anche alle famiglie che possono usufruire di un forte sconto sul prezzo.

In Toscana, dove sono presenti il maggior numero di agriturismi, sono numerosi - continua la Coldiretti - i pacchetti proposti, tanti quanti le occasioni per creare un momento d'amore unico e indimenticabile. Dal semplice pacchetto (da un minimo di una ad un massimo di due notti) con colazione, alla cena con massaggio di coppia fino al cuoco personale in camera per un “tete a tete” culinario capace di accendere la passione. Naturalmente c'è anche l'opzione single con il San Valentino dedicato a chi è alla ricerca dell'anima gemella. E la “semplice” cena a lume di candela con menu fisso a base di prodotti e ricette locali ma ugualmente romantica quanto basta per trascorrere un San Valentino da sogno.

Nelle Marche all'agriturismo Molleone di Cagli (Pesaro Urbino) si propone il Do - In, esercizi di automassaggio per risvegliate l'energia vitale, e la meditazione guidata per l'armonia di coppia, oltre alla cena a km zero a lume di candela.

Ma offerte convenienti e curiose proposte sono disponibili in tutte le regioni grazie al notevole processo di qualificazione del settore che è in grado di offrire servizi diversificati tra loro che attirano non solo gli amanti della buona cucina e della serenità, ma anche escursionisti, nostalgici delle antiche tradizioni, sportivi, creativi e amanti dell'avventura.

Negli ultimi dieci anni è quasi raddoppiato (+ 82,3 per cento) il numero di agriturismi che crescono in complesso da 9700 a 17700 unità, sulla base dei dati Istat,. Nella conduzione delle aziende agrituristiche - precisa la Coldiretti - aumenta la presenza femminile con il 65,1 per cento delle aziende (11.538 unità) che viene gestito da uomini e il restante 34,9 per cento (6.182 unità) da donne.

Sul totale delle aziende agrituristiche - continua la Coldiretti - 13854 offrono alloggio, 7.898 ristorazione, 2664 degustazioni e ben 9643 altre attività tra le quali prevalgono quelle escursionistiche (986), quelle sportive (831), corsi, osservazioni naturalistiche, equitazione trekking e mountain bike. Tra i clienti - precisa la Coldiretti - non mancano gli stranieri (25%) e i giovani (55%) con età compresa tra i 18 e i 35 anni, proprio grazie ad un notevole miglioramento del settore.

La scelta della vacanza in agriturismo - conclude la Coldiretti - avviene soprattutto attraverso internet con il passaparola informatico ma anche grazie alla disponibilità di siti come www.campagnamica.it dove è possibile individuare il posto della vacanza sulla base delle proprie esigenze anche di carattere economico.







N.897- 4 dicembre 2008

PREZZI: COLDIRETTI, SCOMPARSO 1/3 DEL FRUTTETO ITALIANO IN 10 ANNI

Da calo redditi agricoltori rischio per paesaggio e dieta mediterranea 1

A causa della moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola è scomparso oltre un terzo del frutteto italiano (-34,4 per cento) negli ultimi dieci anni con effetti sui redditi degli imprenditori agricoli, sul paesaggio della campagna italiana e sulla salute dei cittadini, che hanno ridotto il consumo di componenti indispensabili della dieta mediterranea. E’ questo l’allarme lanciato dalla Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al periodo 1997-2007 che evidenzia un crollo dei terreni coltivati con alberi da frutta. A registrare il calo piu’ drastico i limoni che - sottolinea la Coldiretti - sono quasi dimezzati (- 47 per cento), seguiti dagli agrumi e dai piccoli frutti (- 42 per cento), da peri e peschi (- 38 per cento), aranci (- 34 per cento) e meli (- 23 per cento).

Si tratta del risultato delle forti distorsioni presenti nella filiera ortofrutticola dove secondo l’ultima indagine dell’Antitrust i prezzi triplicano (+ 200 per cento) dal campo alla tavola con i centesimi pagati agli imprenditori agricoli che si trasformano in euro per i consumatori. Dall’analisi dell’Antitrust emerge che su 267 filiere osservate i ricarichi variano dal 77 per cento nel caso di filiera cortissima (acquisto diretto dal produttore da parte del distributore al dettaglio) al 103 per cento nel caso di un intermediario, al 290 per cento nel caso di due intermediari, al 294 per cento per la filiera lunga (presenza di 3 o 4 intermediari tra produttore e distributore finale), facendo segnare appunto il valore medio del 200 per cento.

Una situazione che - sostiene la Coldiretti - ha fatto crollare i redditi degli imprenditori agricoli costretti ad abbandonare una coltivazione tradizionale del Made in Italy mentre i consumi di frutta e verdura delle famiglie si sono ridotti del 20 per cento negli ultimi cinque anni.

Il minor consumo di frutta - continua la Coldiretti - è uno dei principali responsabili del dilagante fenomeno di obesità con un terzo dei ragazzi italiani che è obeso o in sovrappeso proprio per effetto soprattutto del progressivo abbandono dei principi della dieta mediterranea a favore del consumo di cibi grassi e ricchi di zucchero come le bibite gassate.

L’ampia forbice dei prezzi tra produzione e consumo dimostra - sostiene la Coldiretti - che c’è spazio da recuperare per garantire redditi soddisfacenti per le imprese ed acquisti convenienti per i consumatori. Per questo la Coldiretti ha elaborato un progetto per costruire una filiera tutta agricola, italiana e firmata, per recuperare valore tagliando le diseconomie presenti nel passaggio dal campo alla tavola.

Complessivamente - conclude la Coldiretti - sono coltivati in Italia 279.120 ettari di frutteto dei quali il 26,4 per cento ad arancio, il 22,8 per cento a pesco e nettarine, il 19,8 per cento a melo, l’11,5 per cento a pero, il 7,9 per cento ad agrumi e piccoli frutti, il 6 per cento a limone e il 5,6 ad albicocco.


IL CROLLO DEL FRUTTETO ITALIANO IN 10 ANNI 2

Limoni - 47 per cento

Agrumi e dai piccoli frutti - 42 per cento

Peri - 38 per cento

Peschi - 38 per cento

Aranci - 34 per cento

Meli - 23 per cento

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Istat relativi al periodo 1997-2007

  1. il rischio ce l’hanno le aziende agricole, di andare in malora!

E sicuramente la Coldiretti con la sua inefficienza di sindacato agricolo aiuta molto!


2 E voi in questi ultimi dieci anni dove eravate?

A Palazzo Rospigliosi a concentrarvi sulle vostre “masturbazioni mentali” invece di occuparvi di sindacare per l’economico dei vostri soci!


Ecco dove erano!


Altro che rigenerazione, hanno portato l’agricoltura italiana allo sfacelo!!!!

Se lo dicono anche da soli !!!

Dicono di aver cambiato l’agricoltura a loro modo poi ci dicono che il frutteto italiano ha perso 1/3 dei suoi impianti, complimenti!

AAAAAAAHHHHH!!!!!! Ma non basta??????????


Cosa devono combinare ancora?

Se volete fare altro, per favore ………state fermi!!!!!!!!


Ps. Il doc. allegato (la rigenerazione dell’agricoltura) è estrapolato dall’ultima “masturbazione mentale” di …Palazzo!!!!!!!!

Che presto troverete per intero su questa sezione del sito.










Dovrebbe essere così anche in una organizzazione sindacale, oppure no Presidente Marini? (le cosiddette strutture piramidali)